SANTIAGO - Il terremoto dello scorso sabato in Cile ha provocato un numero di morti di parecchio inferiore a quello reso noto finora a Santiago. Il governo ha in serata reso noto che i morti accertati sono 279. Finora, l'esecutivo aveva parlato di 802 persone decedute, senza però rendere nota la loro identità, come ha fatto invece ora.
L'esecutivo di Michelle Bachelet ha così di fatto ammesso un errore del quale si parlava già da qualche ora. Nel sottolineare che «la presidente Michelle Bachelet ha decretato tre giorni di lutto nazionale a partire da domenica», il sottosegretario agli interni, Patricio Rosende ha aggiunto: «Nelle aree del disastro ci sono molte persone morte non identificate. Stiamo in queste ore portando avanti le attività di ricerca, in particolare di corpi in mare: é chiaro quindi che la cifra data oggi è destinata da aumentare».
In serata c'é stato d'altra parte un nuovo, forte terremoto di magnitudo 6,3 Richter, questa volta nel nord del paese. Le autorità hanno precisato che non si è trattata di una scossa di assestamento del sisma di sabato e che per il momento non ci sono notizie di danni o vittime.
SANTIAGO - Per evitare di mettere a repentaglio vite umane dopo l'allarme tsunami seguito al terremoto che ha colpito il Cile sabato scorso, il direttore di un carcere della città di Constitucion ha liberato di sua iniziativa tutti i 103 detenuti.
Lo ha detto all'agenzia Afp lo stesso Enrique Fritz, spiegando che la prigione da lui diretta si trova vicina al mare e che non se l'é sentita di far correre inutili rischi ai reclusi. Il carcere era stato comunque danneggiato dalla scossa di 8,8 gradi Richter.
Dei 103 detenuti liberati una settantina sono stati nuovamente catturati dalla polizia.