
RANGOON - La nuova legge elettorale promulgata due giorni fa dal governo militare della Birmania obbliga la Lega nazionale per la democrazia (Lnd) a escludere la sua presidente Aung San Suu Kyi, leader dell'opposizione birmana e Nobel per la pace agli arresti domiciliari. Lo afferma oggi il portavoce del partito, Nyan Win.
La legge prevede infatti che chiunque sconti una pena detentiva non possa appartenere ad un partito politico. Ieri sera gli Stati Uniti avevano espresso dubbi sulla credibilità delle future nuove elezioni in Birmania, dove non si tengono consultazioni elettorali legislative da oltre vent'anni.
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