

BERNA/TRIPOLI - Oltre ai due ostaggi elvetici Rachid Hamdani (già rientrato in Svizzera) e Max Göldi (tuttora in carcere in Libia), dopo l'arresto in Svizzera del figlio del leader libico Hannibal Gheddafi e di sua moglie nel luglio 2008, il regime libico avrebbe arrestato con motivazioni analoghe almeno altri cinquanta dipendenti di diversa nazionalità impiegati in società svizzere attive nel Paese africano. Lo riferisce il portale della radiotelevisione romanda (vedi link), denunciando il clima omertoso e di scarsa informazione esistente in Libia nei rapporti economico-commerciali tra aziende estere e regime. Fatto sta che, secondo il portale, sono state arrestate "dozzine di altre persone" diventate ostaggi del colonnello Gheddafi e di cui tuttora non si sa alcunché.
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