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Mondo | Cronaca -  19 ago 2010 21:00

Una colonna di petrolio nel Golfo

Marea nera: lo rivela uno studio su Science

NEW ORLEANS - Una parte importante del petrolio fuoriuscito dalla falla che ha provocato la marea nera nel golfo del Messico potrebbe essere ancora nell'acqua, sotto forma di una «colonna» di idrocarburi. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista «Science», che ha misurato le esatte dimensioni della colonna di petrolio che si è formata dopo l'esplosione.
I ricercatori hanno effettuato 57.mila analisi in tempo reale tra il 19 e il 28 giugno, riuscendo a dedurre le esatte dimensioni della colonna di petrolio sottomarina causata dall'esplosione: «Abbiamo osservato una colonna lunga più di 35 km, a una profondità di circa 1100 metri e con uno spessore di 200 metri - scrivono i ricercatori della Woods Hole Oceanographic Institution - il petrolio sottomarino si muoveva lentamente, e si degradava con molta difficoltà, è possibile che sia ancora lì sotto».
Attraverso l'analisi è stato possibile confermare l'esistenza della colonna, che prima era solo teorica, e anche determinarne la composizione, che si è rivelata essere compatibile con il disastro e non con il petrolio che per vie naturali si riversa nel Golfo: «Il petrolio è molto più persistente di quanto si pensasse - spiega Richard Camilli, che ha guidato la spedizione - qualcuno pensava che le piccole gocce sottomarine si sarebbero disperse subito, ma non è così».

19.08.2010 - 21:00
ats/ansa
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Edizione del 22 maggio 2012
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