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L'Italia tassa la sigaretta elettronica

Vero o elettronico, il vizio del fumo non sfuggirà al fisco della penisola

 
(foto AP)
 
12
maggio
2013
20:05
Red. Online

ROMA - Nuova tassa in arrivo per i fumatori italiani. Colpirà chi, abbandonata la vecchia «bionda», si affida ora alle nuove e-cig, le sigarette elettroniche. Vero o elettronico, il vizio del fumo non sfuggirà agli occhi del fisco della penisola. L'ipotesi di introduzione dell'accisa anche sui prodotti contenenti nicotina o sostanze sostitutive del consumo del tabacco è in un emendamento presentato dai relatori del decreto sui debiti della pubblica amministrazione. È per ora una prima stesura ma, come sempre, gli emendamenti dei relatori sono quelli destinati ad essere approvati, perchè raccolgono i voti della maggioranza.
Su un provvedimento di ampia portata, che libera 40 miliardi per i pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione, la norma sulle sigarette elettroniche è davvero una minuzia: darà al massimo qualche milione di euro di gettito. Ma certo rappresenta una novità. Anche perchè non era passato inosservato che l'andamento del gettito sul tabacco aveva iniziato a segnare un brusco calo. Da dicembre 2012 a febbraio 2013 si sono persi 200 milioni di euro di gettito, per la crescita di due fenomeni: da una parte il contrabbando, dall'altro il fumo elettronico. «È una manovra della lobby del tabacco», afferma Ovale, uno dei produttori di e-cig, che sottolinea come «la nuova tassa è contro gli italiani: colpisce uno dei pochi settori in crescita, che dà lavoro».
Attualmente sull'acquisto delle ricariche per le sigarette elettroniche viene pagata l'Iva mentre non si applica l'accisa prevista invece per il tabacco e i prodotti da fumo.

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