

ROMA - Un nuovo scudo fiscale per fare rientrare i capitali rimasti all'estero, con una aliquota superiore a quella del 5% inserita nella precedente operazione di rimpatrio dei capitali. È una delle ipotesi che, secondo fonti della maggioranza al Governo in Italia, si starebbe valutando. L'idea sarebbe quella di sfruttare la "tobin tax" europea che potrebbe rendere più difficile l'anonimato degli evasori. In salita invece la strada per il prelievo sui capitali già scudati: una simile tassa "è di difficile applicazione", fa presente il sottosegretario all'Economia, Alberto Giorgetti. Le difficoltà ci sono perché c'era la garanzia "dell'anonimato". C'è poi da aggiungere che una mini-aliquota dell'1-2% di fatto non sarebbe considerata dall'opposizione una vera apertura alla loro proposta. Resta poi tutta la partita, caldissima, dei tagli agli enti locali. Martedì la "manovra" approderà al Parlamento romano.
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