
GINEVRA - Apre oggi al pubblico il Salone internazionale dell'Auto di Ginevra, la vetrina più importante del settore, l'occasione che molte Case hanno per presentare la loro produzione più attuale e lasciare immaginare cosa sforneranno in futuro. La parola d'ordine di questa ottantesima edizione - che resterà aperta fino al 14 marzo - è "ibrida". Piccole auto ibride, grandi vetture ibride, SUV ibride, supersportive ibride. Ormai nessuno può farne a meno. È questa la scorciatoia che ormai tutti hanno imboccato per recuperare il terreno perso nel settore del contenimento delle emissioni inquinanti, insieme all'adozione di motori sempre più performanti e parsimoniosi. In edicola con il giornale di oggi, un inserto di quattro pagine dedicato al Salone. E fino alla fine della kermesse, nel sito internet aggiornamenti continui e presentazioni delle novità di Ginevra con foto e video.
La presidente della Confederazione Doris Leuthard, inaugurando il Salone, ha lanciato un appello per una migliore utilizzazione delle infrastrutture stradali esistenti e rilanciato l'idea di pedaggi urbani. «Le nostre automobili sono diventa intelligenti. Ma anche le nostre strade devono diventarlo». Occorre quindi una migliore utilizzazione delle infrastrutture. Il sistema dei pedaggi urbani, ad esempio, si è dimostrato utile «per la fluidità del traffico e la riduzione di emissioni» a Stoccolma e a Londra. Questi sistemi sono stati oggetto di numerose critiche, ma se vogliamo che la mobilità rimanga un «atout» del nostro paese dobbiamo riflettere a una «gestione intelligente e liberale della mobilità», ha concluso la presidente della Confederazione.


