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Motori | News - 31 ago 2010 11:25

Mezzi inquinanti vietati in città

Anche in Svizzera un sistema già in uso in Europa?

BERNA - In futuro, città e cantoni potrebbero bandire in determinate aree le automobili particolarmente inquinanti. Per consentire la creazione di zone ambientali nelle città, il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) ha aperto, fino al 26 di novembre, una procedura di consultazione su un progetto di ordinanza in questo senso. Diverse città europee hanno introdotto zone ambientali o sono in procinto di farlo. In Svizzera, i Cantoni di Ginevra e Ticino hanno già manifestato interesse per l'introduzione di zone ambientali. Il DATEC ha dunque elaborato un'ordinanza in vista di una regolamentazione applicabile su scala federale.
La nuova normativa prevede essenzialmente l'introduzione di un sistema di contrassegni che consenta di suddividere i veicoli a motore secondo diverse categorie di emissioni. In questo modo, le autorità cantonali potranno stabilire a quali veicoli consentire o meno l'accesso alla zona ambientale: quelli con emissioni inquinanti eccessive (in particolare ossidi di azoto e polveri sottili) potranno essere banditi, mentre quelli meno dannosi per l'ambiente potranno continuare ad accedervi.
Secondo l'Ufficio federale delle strade (USTRA), che ha messo a punto il progetto d'ordinanza in collaborazione con l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), la creazione di zone ambientali è di competenza dei cantoni, i quali potranno decidere se introdurre tali zone e, in caso affermativo, stabilirne le dimensioni. Quanto maggiore sarà la necessità di ridurre l'inquinamento atmosferico, tanto più andrà limitata la circolazione dei veicoli.
Naturalmente - rileva la nota odierna del DATEC - questo sistema comporta delle conseguenze per i commercianti e gli abitanti della zona interessata. All'estero le zone ambientali finora esistenti si trovano in prevalenza nelle grandi città che dispongono spesso di più collegamenti urbani di molti agglomerati svizzeri. Di conseguenza - conclude il comunicato del DATEC - le conoscenze acquisite all'estero non possono essere riprese tali e quali, senza prima essere verificate.

31.08.2010 - 11:25
ats
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