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Marketing | Concorsi -  5 giu 2012 00:30

Un sogno lungo cent'anni

Concorri e scopri la storia di una ferrovia fra ritratti, poesie e curiosità

Nell’ambito delle numerose iniziative e attività proposte per festeggiare il centenario della Ferrovia Lugano-Ponte Tresa, il Corriere del Ticino e le Ferrovie Luganesi SA vi invitano a partecipare a questo concorso che mette in palio 100 libri

Piergiorgio Baroni e Mauro Maestrini
QUEL TRENINO LUNGO 100 ANNI
Edizioni FLP, Ferrovie Luganesi SA, 2012

[scarica il tagliando di partecipazione al concorso]

I libri illustrati che sovente nascono in concomitanza di un anniversario o di una ricorrenza importante sono sempre un rischio. L’ansia di voler scrivere qualcosa che faccia tutti contenti, non dimenticando niente e nessuno e che rimanga come una pietra miliare nella storia dell’evento, del sodalizio o dell’infrastruttura da festeggiare, troppo spesso inducono alla sterile autocelebrazione e la loro vita editoriale rimane confinata al breve volgere di tempo che segue le manifestazioni per cui sono stati pubblicati. Quasi sempre finiscono così per risultare freddi esercizi di stile più o meno retorico ed esauriscono il loro ruolo insieme ai festeggiamenti cui fanno da inesorabile corollario. Una sorprendente eccezione a questa prassi, ormai consolidata anche alle nostre latitudini, è costituita dal ricco volume curato da Piergiorgio Baroni e Mauro Maestrini per celebrare il primo secolo di vita della ferrovia Lugano - Ponte Tresa (FLP) fresco di stampa presso Fontana Print di Pregassona. Bene hanno fatto dunque i responsabili delle FLP ad affidare il gravoso impegno di documentare la storia e le prospettive del «tram», come almeno nel luganese con affetto lo si continua a chiamare, all’esperienza e alla sensibilità di due «vecchie volpi» (e loro ci perdoneranno il riferimento zoologico) del giornalismo ticinese come Baroni e Maestrini. Forti della comune passione per il territorio e per la sua gente i due «corrieristi» di lunga militanza hanno saputo confezionare un prodotto editoriale vivo e stimolante che, valendosi anche di uno strepitoso apparato iconografico (vuoi d’archivio vuoi d’attualità), non solo attira l’attenzione di chi si interessa della storia minuta del nostro territorio o ha, per ragioni diverse, familiarità col «trenino» ma sa suscitare emozioni e curiosità anche in coloro che ancora ne ignorino a fondo il contesto e l’importanza. Per una volta un libro celebrativo diventa così una sorta di compagno di viaggio (è il caso di dirlo) lungo quei 12,5 chilometri di binari a scartamento ridotto che tanto hanno segnato la storia della regione e che, ultimi superstiti insieme alla Centovallina dell’affrettato smantellamento delle linee regionali degli anni Sessanta e Settanta quando ci si illuse che il futuro del trasporto si sarebbe chiamato soltanto «automobile », oggi assumono un’importanza e un ruolo nuovo nell’ambito di un concetto di viabilità in piena trasformazione e ancora tutto da inventare. Se gli aspetti più propriamente storici del volume si avvalgono del contributo di Fabrizio Panzera e si fondano sullo studio di Virgilio Chiesa pubblicato nel 1953 (per il quarantennale di esercizio della ferrovia) il volume riesce a coniugare aneddoti, curiosità momenti di vita, personaggi e poesie a stralci di storia, locale e non, cifre e ritratti dei personaggi che hanno contribuito a realizzare un sistema di trasporto regionale che, tra alti e bassi, ha dimostrato di saper vincere la sfida del tempo. Dei primi, per molti versi positivamente visionari, progetti insubrici di ferrovie regionali scaturiti a margine del successo della Gotthardbahn negli ultimi scorci del XIX secolo alla realizzazione nel 1912 della Lugano-Ponte Tresa, cui contribuirono in maniera decisiva personalità del calibro di Agostino e Giuseppe Soldati, gli autori ci trasmettono lo spirito di un’epoca pionieristica e rivoluzionaria quando, senza poter immaginare che cosa sarebbe diventata nel bene e nel male l’automobile, si intendeva risolvere e migliorare la mobilità delle persone riponendo una immensa fiducia nel trasporto pubblico (funicolari, ferrovie, battelli). Viene inoltre messa bene in rilievo la visione «trilacuale» che animava gli imprenditori del tempo che, considerando Lario, Ceresio e Verbano come un unico territorio da integrare e collegare, ipotizzava una sorta di metropolitana da Menaggio, sul Lago di Como, fino a Luino, sul Lago Maggiore, passando proprio per Lugano. Era lo spirito transfrontaliero e utopistico degli ultimi anni della Belle Époquee della scoperta del turismo. Presto la prima guerra mondiale avrebbe portato anche alle FLP gravi momenti di difficoltà e di crisi economica, a causa del blocco della circolazione con l’Italia. Ma ai momenti critici la FLP seppe sempre reagire crescendo non soltanto nelle cifre e nei risultati economici, ma anche nella coscienza collettiva degli utilizzatori e di coloro che abitano il territorio che attraversa. Superate anche le contingenze del secondo conflitto mondiale l’esercizio andò infatti migliorando costantemente fino a diventare dagli anni Settanta in avanti, con l’orario cadenzato e importanti innovazioni a favore degli utenti, un’alternativa sempre più credibile ed apprezzata per alleggerire dalla morsa delle auto una delle strade più congestionate dell’intera regione insubrica. Ma il libro di Baroni e Maestrini non si limita a tracciare un bilancio e a ripercorrere le mille vite di un collegamento ferroviario che ha fatto la storia. Il volume analizza anche futuro e prospettive delle FLP cercando di immaginarne sia l’integrazione nell’ambito della nascente rete tram del luganese, sia il ruolo nei nuovi progetti di sviluppo dei trasporti pubblici regionali con l’intercettazione di una quota significativa del traffico pendolare e transfrontaliero. Quando la dittatura dell’automobile sembra ormai al crepuscolo lo spirito d’iniziativa dei primi del Novecento ricompare dunque attorno al colossale progetto AlpTransit. Il cerchio così si chiude e le FLP si confermano, a cento anni di distanza, un’idea vincente.

Edizione del 18 maggio 2013
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