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Marketing | Iniziative -  7 set 2012 00:30

Tutti giù

Atmosfera da happening per l'anteprima del film di Niccolò Castelli

È stato davvero un piccolo-grande evento la proiezione in anteprima del film di Niccolò Castelli Tutti giù, mercoledì sera al Cinestar di Lugano. Promossa dal nostro giornale (che ha indetto un concorso con in palio cento inviti per la proiezione) insieme ad ImagoFilm Film Lugano, Frenetic Films, RSI, Cinestar ed altri generosi partner, l'anteprima aperta anche al pubblico pagante ha fatto il sold out, riempiendo la sala grande e quella attigua. Presenti il regista, il cast artistico e tecnico, i produttori (che al termine hanno dialogato col pubblico) e, informalmente, numerose autorità. Legati al concorso, c'erano anche vari premi. Il ricco premio a sorpresa Rossignol è andato a Roy Clavadetscher (Aranno); l'abbonamento stagionale per la Resega Hockey Club Lugano a Damiano Radice (Taverne); un buono acquisto Brico a Tiziana Stornetta (S. Antonino), una macchina da caffè Chicco d'oro a Lorenza Mattei (Canobbio).
La proiezione è stata preceduta da un aperitivo sul piazzale del cinema, accompagnato da una delle band ticinesi presenti nella colonna sonora. La festa – perché di questo si è trattato – è proseguita poi al Living Room di Molino Nuovo, dove erano invitati tutti gli spettatori della pellicola e dove si è tenuto un concerto dei Kovlo, la band autrice dei brani originali del film. Per l'occasione, il ritrovo luganese ha ottenuto eccezionalmente dal Consiglio di Stato l'autorizzazione a rimanere aperto sino alle 5 del mattino.
Sarà stata l'attesa in città per un film già presentato con successo al Festival di Locarno e girato quasi interamente a Lugano, sarà stata la presenza di Lara Gut (la star del cast), la festosità da happening o la fama di cult locale di cui la pellicola già si fregia, comunque è stata una riuscitissima anteprima. E da oggi Tutti giù è nei cinema del Cantone.  

IL FILM
Tutti giù, opera prima scritta e diretta dal 30.enne luganese Niccolò Castelli, ha debuttato nel concorso Cineasti del presente all'ultimo Festival di Locarno e successivamente è stato presentato al Festival di Montreal fuori concorso. Dopo l'anteprima di mercoledì al Cinestar, che si è rivelata un bagno di folla, e un'altra proiezione alla presenza di cast e crew oggi all'Ideal di Giubiasco, inizia da oggi la sua vita nelle sale cinematografiche del Cantone, mentre nella Svizzera interna sarà distribuito più avanti.
Il film racconta, con un linguaggio fresco e qualità tecniche non banali, le storie intrecciate di tre giovani che stanno imparando a diventare adulti, non senza fatiche e veri drammi. C'è Chiara (Lara Gut), giovane sciatrice d'elite insofferente ai riti di promozione e sponsorizzazione. C'è Jullo (Yanick Cohades), estroverso skater che si ritrova confrontato all'improvviso con un grave problema cardiaco e l'urgenza di un trapianto. Ed infine c'è Edo (Nicola Perot), solitario e taciturno sprayer che si esprime attraverso i suoi graffiti. Quarta protagonista è un Lugano spesso notturna e irriconoscibile. Il film è stato infatti girato in cinque settimane e mezzo in pochi chilometri quadrati cittadini, cercando squarci inediti (a volte persino difficili da riconoscere) tra il porto e la Resega, l'autosilo di via Balestra, alcuni viali, evitando gli scorci più sfruttati e da cartolina. Poche riprese, ma rese virtuosistiche dai tagli di montaggio, sono invece state realizzate seguendo Lara Gut nelle sue gare e in allenamento. Ma niente di documentaristico, per esempio nella scena in cui l'atleta fa lo slalom e cade, in 25 secondi ci sono inquadrature effettuate in quattro località diverse e poi montate in modo che l'occhio dello spettatore nemmeno abbia il tempo di rendersene conto.
Come detto, sul piano tecnico il film di Castelli è accurato e maturo. A livello narrativo, l'intreccio di tre vicende legate a personaggi dalle caratteristiche e dai destini diversi disegna il ritratto di una giovane generazione impegnata a diventare adulta e del suo mondo. C'è molto di non detto, che lo spettatore è invitato a scoprire ponendosi domande sul pianeta giovani. La conclusione è invece forse un po' troppo esplicita e meccanica, proprio là dove una maggiore indeterminatezza avrebbe potuto risultare efficace. Carente, in un film di fiction non privo di ambizioni stilistiche, risulta però la recitazione di  almeno due protagonisti. Anche se va detto che uno non è di madrelingua italiana e Lara Gut non è un'attrice. Ma a questa obiezione il regista Niccolò Castelli ribatte di aver preferito la spontaneità nell'esprimersi a una dizione da accademia. Comunque, attorno al plot c'è anche una suggestiva ricerca estetica sui graffiti e sul mondo degli skater che, detto per inciso, con le loro evoluzioni e velocità non sono certo facili da filmare.

Marisa Marzelli

Edizione del 19 giugno 2013
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