




Concerti dell'Auditorio
7 gennaio - 30 marzo 2012
Il miracolo dell’albero di mango
► Venerdì 23 marzo 2012, ore 20.30
Auditorio Stelio Molo, Lugano
ORCHESTRA DELLA SVIZZERA
CORO DELLA RADIOTELEVISIONE SVIZZERA
Direttore ENRIQUE MAZZOLA
Voce recitante SONIA BERGAMASCO
PROGRAMMA
Azio Corghi
Cruci-Verba per voce recitante, coro e orchestra. Lettura e commento da Il Vangelo secondo Gesù di José Saramago sopra la Via Crucis di Franz Liszt
Il 23 marzo alle 20.30, penultimo appuntamento dell’iniziativa "Azio Corghi in residence" inaugurata durante questa edizione dei Concerti dell’Auditorio di Rete Due.
Il Concerto sarà trasmesso in diretta su Rete Due a partire dalle 20.30.
ENRIQUE MAZZOLA
Recentemente designato direttore musicale dell’Orchestre National d’Île de France (ONDIF) per la Stagione 2012/13, il direttore spagnolo si è distinto come interprete sia per la musica contemporanea, che per il repertorio classico e del primo romanticismo. Dopo una precoce formazione in Spagna (violino e pianoforte), si è diplomato in direzione d’orchestra ed in composizione al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Attivo nei maggiori teatri e con le orchestre più riconosciute, per la stagione 2011/12 si segnalano i debutti al Nuovo Teatro Nazionale di Tokyo (Don Giovanni), con la Scottish Chamber Orchestra, al Théâtre des Champs-Elysées con l’Orchestre National de France (Don Pasquale), così come i ritorni alla Deutsche Oper Berlin (Falstaff e Barbiere), al Teatro alla Scala, all’Orchestre National de Belgique, all’Orchestra Nazionale Russa e all’Orchestra Sinfonica di Taipei. Per il repertorio contemporaneo nel 2010 ha diretto tutti i programmi dell’ONDIF e dell’Orquestra Nacional do Porto, la prima esecuzione di Il processo di Alberto Colla al Teatro alla Scala nel 2001, Medusa di Arnaldo De Felice alla Bayerische Staatsoper e Isabella di Azio Corghi al Rossini Opera Festival 1998.
SONIA BERGAMASCO
A Milano si è diplomata in pianoforte al Conservatorio Giuseppe Verdi e in recitazione alla Scuola del Piccolo Teatro diretta da Giorgio Strehler, con il quale ha debuttato. Da allora si è imposta come attrice, autrice, voce recitante-cantante, pianista, drammaturga e regista in spettacoli e concerti diversi e di grande impegno, anche legati al mondo dei ragazzi. In campo cinematografico ha lavorato con Silvio Soldini, Giuseppe Bertolucci, Liliana Cavani (in De Gasperi, per cui riceve il Premio Flaiano 2005) e Franco Battiato; nel 2004 è Nastro d’argento come attrice protagonista per il film La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana. Di Azio Corghi è stata più volte interprete: nell’opera da camera ¿Pia?, alla prima assoluta dell’opera Il Dissoluto assolto, nell’opera per bambini Le due Regine, e in ...poudre d’Ophélia! Ha inciso più CD, tra questi il Pierrot lunaire di Schoenberg (Art Music GMBH 1998) e Recitarsonando (Rai Trade 2004), antologia di melologhi per voce e pianoforte, in duo con il pianista Vsevolod Dvorkin.
AZIO CORGHI
Compositore, musicologo e didatta torinese, ha studiato pianoforte al Conservatorio di Torino e composizione al Conservatorio di Milano con Bruno Bettinelli, diplomandosi in composizione, pianoforte, musica corale, direzione di coro, direzione d’orchestra e composizione polifonica vocale. Il catalogo delle sue opere, rappresentate ed eseguite nei più prestigiosi teatri e sale da concerto internazionali, comprende lavori destinati al teatro musicale, al balletto e a varie formazioni di complessi vocali e strumentali, acustici ed elettronici. per i testi delle sue composizioni si è spesso giovato della collaborazione di José Saramago. Ha svolto sostenuta attività didattica in varie città italiane (Conservatorio di Milano, Accademia di Santa Cecilia a Roma – di cui è Accademico effettivo – e Chigiana di Siena), europee a nordamericane. Come musicologo, ha curato l’edizione critica de L’italiana in Algeri di Rossini e di diverse composizioni vocali di Vivaldi. Numerosi i premi e i riconoscimenti. Musicista estraneo ai dogmi linguistici dell’Avanguardia più radicale, è sempre stato molto impegnato sul fronte politico e sociale, ricercando un linguaggio capace di vasta comunicazione ma senza ripercorre vie "facili".