

Rieccheggiando il titolo del famoso film di Stanley Kubrick, «Piazza del Corriere» martedì sera si chinerà sul futuro dei media. Come sarà dunque il panorama mediatico fra dieci anni? Scompariranno i media tradizionali, risucchiati tutti dalla rete?
E tutti finiremo davanti uno schermo, probabilmente su supporto mobile, cercando selettivamente «news» e servizi seguendo il criterio esclusivo dei nostri interessi e gusti individuali? Le aggregazioni strutturate di informazione - come ad esempio gli odierni telegiornali – sopravviveranno come nicchie riservate ad una ristretta élite di pubblico pagante? I comportamenti dei giovani già oggi li allontanano dai media tradizionali. Con quali prospettive? E con quali rischi? Le nuove generazioni si perderanno, come qualcuno paventa, nel vacuo cicaleccio dei «social-network»? O sapranno fare un uso nuovo della multimedialità?
Giancarlo Dillena, assistito da Sara Rosian, domani sera rivolgerà questi interrogativi a Marcello Foa, co-fondatore dell’Osservatorio Europeo di Giornalismo dell’USI, Roberto Pomari, responsabile del settore Sviluppo aziendale della RSI, Claudio Mésoniat, direttore del «Giornale del Popolo» e Francesco Bortoluzzi, studente all’USI e collaboratore del mensile «L’Universo», che al tema ha dedicato il suo ultimo numero.
Le riforme che hanno ridisegnato la scuola negli ultimi decenni promettevano molto: più integrazione, insegnamento... Leggi
MELIDE - La galleria autostradale del San Gottardo dovrà essere chiusa per lavori di risanamento. Vista la durata... Leggi
MELIDE - Nuove tecnologie, mobilità, flessibilità; ma anche incertezza sul futuro. Sono queste le parole-chiave... Leggi