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"Le streghe? Sono tra noi"

Una realtà presente anche in Ticino - Parla la direttrice wiccan di un museo dedicato al tema

 
06
dicembre
2014
12:00
Giorgia von Niederhäusern

Una di loro potrebbe essere la vostra vicina di casa, la vecchina davanti a voi in fila alla cassa o la signora vista a raccogliere bacche nel bosco. Stiamo parlando di streghe. Ma esistono ancora le streghe? Sono davvero mai esistite? E chi sono? La razionalità scientifica chiuderebbe il discorso con un'alzata di spalle: chi vuole crederci ci creda, la scienza è un'altra cosa. Secondo gli aderenti alla wicca, religione neopagana cresciuta soprattutto a partire dagli anni '40 del secolo scorso, invece, le streghe sono persone come tutti noi, talvolta con qualche talento in più (come poter parlare con gli spiriti), ma che hanno studiato e fatto proprio «un sapere antico», ereditato di generazione in generazione all'interno di una famiglia o di maestro in allievo. Gli aderenti alla wicca sono presenti anche in Svizzera e in Ticino. Davide Marrè, alias Cronos, presidente del Circolo dei Trivi, associazione wiccan con sede a Milano, ci conferma che diverse persone dalla Svizzera italiana (citate dal signor Marrè sono Chiasso, Lugano e Bellinzona) si sono già interessate alle attività dell'organizzazione. Una di queste streghe moderne ci ha concesso di farle visita in Argovia. Quale migliore occasione per porgere tutte quelle domande che uno avrebbe sempre voluto fare, fin da bambino, ad una vera strega?

In un angolo della campagna argoviese chiamato Auenstein, si trova l'«Hexenmuseum Schweiz» (il «Museo svizzero delle streghe»), il primo ed unico dell'Europa germanofona interamente dedicato al tema delle streghe e membro dell'Associazione dei musei svizzeri (AMS), il cui scopo, oltre a collezionare oggetti legati alla magia e ad informare su questo ambito, è anche la creazione di un catalogo di tutti i processi per stregoneria svoltisi in Svizzera. Proprietaria e gestrice del museo è la signora Wicca Meier-Spring, classe 1967, strega moderna e somma sacerdotessa wiccan, che della sua passione ha fatto un mestiere.

Un percorso spirituale

«Anche se sono la prima wiccan iniziata della mia famiglia, la magia è sempre stata una cosa vissuta da vicino a casa mia – racconta Wicca Meier Spring – Anticamente, la mia famiglia proviene dalla Scozia, dall'Irlanda e dalla Sicilia, zone in cui si pratica molta magia. Non è un caso se i miei genitori mi hanno dato questo nome. Mi hanno comunque lasciato sperimentare, ho viaggiato e conosciuto altre culture e religioni e una volta pronta sono andata all'estero, dove mi sono formata passando tutti i livelli di apprendimento wiccan (in Svizzera non c'era la possibilità di farlo), fino ad arrivare a divenire somma sacerdotessa. È un percorso spirituale come altri. Avrei potuto diventare monaca in un convento. Invece ho scelto questa strada».

Il test d'ammissione

La direttrice dell'Hexenmuseum Schweiz spiega che il percorso per divenire wiccan è aperto a tutti, ma che non è una strada facile: ci vogliono parecchi anni di studio. «Nel primo periodo di "apprendistato" si può fare relativamente poco. Si è in "prova" per un anno e un giorno, al termine dei quali la congrega decide se l'alunno è idoneo ad iniziare questo percorso – prosegue Wicca Meier-Spring – bisogna anche specificare che esistono streghe (quindi persone che conoscono l'arte della magia) che non sono aderenti alla wicca. Tutti i wiccan sono streghe o stregoni ma non tutte le streghe e gli stregoni sono wiccan (sulla questione ad ogni modo c'è un dibattito interno). In ognuno di noi c'è una piccola strega». Basti pensare che tutti noi, sin da piccoli, eseguiamo dei rituali: esprimere un desiderio e spegnere le candeline al compleanno è già considerata magia. «Ai miei corsi richiedo fondamentalmente una sola cosa ai partecipanti: stabilità psicologica e buon senso».

Miti da sfatare

Spesso si tende a classificare tutti questi percorsi spirituali sotto l'etichetta del satanismo, ma Wicca Meier-Spring spiega che non è così: «Molti ci prendono anche per una setta. Tutte le streghe che conosco sono persone con una testa ed un'opinione propria, non seguono nessun guru e non reclutano nuovi adepti. Crediamo nella libertà. Satana per noi non esiste nemmeno: è una figura nata dal cristianesimo, religione meno antica della nostra. Quando parliamo del "Dio cornuto", intendiamo Cernunnos, protettore del bosco, che viene simbolicamente rappresentato con corna di cervo sul capo. Non celebriamo messe nere nei cimiteri, non sacrifichiamo povere bestie all'altare, non prendiamo droghe, non organizziamo orge intorno a fuochi. Le streghe utilizzano solo quella comunemente chiamata "magia bianca", quella usata per fare del bene. C'è chi si occupa di malefici e si nomina strega o stregone. Questi individui non hanno nulla a che fare con la wicca».

Società «Il diverso spaventa da sempre e perciò molti si isolano»

«Quando il museo è stato aperto c'è stato qualche caso isolato in cui ad alcuni non piaceva l'idea di avere streghe attorno. In generale non ho problemi con nessuno, in quanto non faccio alcun tipo di propaganda e non faccio male a nessuno. La mia professione, al di là delle mie scelte spirituali, si basa su un lavoro scientifico di ricerca e studio. Ma tante streghe scelgono l'anonimato, e molti sono coloro che vivono una doppia vita, quella da cittadino "standard" e quella legata al mondo della magia, che viene vissuta solo in privato o all'interno di un gruppo. Sappiamo di non essere presi sul serio. Così molti si fanno gli affari propri senza dover sventolare ai quattro venti le proprie conoscenze o scelte di vita. Anche determinati cliché come quello di un rapporto col demonio o della presunta malvagità con cui agiamo – credenze legate ancora ad una visione medievale della stregoneria – non aiuta la gente ad accettarci. Il diverso spaventa, come sempre. La wicca per questo motivo è una scelta per molti obbligatoriamente solitaria».

Una realtà presente anche in Ticino

Anche per questo è difficile riuscire a trovare cifre ufficiali di aderenti alla religione. Per quanto riguarda la Svizzera «le cifre a me conosciute variano dalle 3.000 alle 5.000 persone. Di queste, secondo una mia stima, forse solo il 15% seguono ufficialmente la wicca. Bisogna dire che però in Ticino e nei Grigioni italiani è molto forte quella che si chiama ''Stregheria'', un'antica tradizione di pratica magica risalente agli etruschi e rimasta viva in Italia (soprattutto nella regione di Benevento) e passata poi anche nella Svizzera italiana. È l'archetipo della wicca ed una tradizione passata in famiglia attraverso le generazioni. I ticinesi che la praticano si guardano bene dal farlo sapere. È un segreto che si tengono stretto per le ragioni già indicate. Il Ticino, con le sue montagne e i suoi corsi d'acqua, ad ogni modo, è un posto molto magico e ci sono degli antichi luoghi dove ci si ritrova da secoli per incontri e rituali. Tra le zone favorite vi sono la Valle Onsernone e le Centovalli».

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