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Primo Piano | Approfondimenti -  4 giu 2012 05:05

Anche le iraniane alzano la testa

Nonostante la repressione perpetrata dal regime islamico qualcosa si muove

LUGANO - «In Iran viene impiccata in media una persona ogni tre ore. Le prigioni sono piene di dissidenti politici, attivisti per i diritti delle donne, dei lavoratori e degli studenti. Non passa giorno in cui non si sente parlare della chiusura di giornali, del fallimento di fabbriche ed aziende – con i licenziamenti che ne conseguono – a causa della crisi, aggravata dalle sanzioni economiche che gravano sul Paese. Ma, nonostante ciò, i Governi occidentali e più importanti mass media rivolgono la loro attenzione solamente alla questione atomica (le potenze mondiali contestano all’Iran l’attività di arricchimento dell’uranio al 20% perché temono che venga utilizzato per scopi militari e non civili, n.d.r.). Questo deve cambiare. Bisogna ampliare la riflessione in modo da aiutare il popolo iraniano, e soprattutto le donne del Paese, nella lotta per la libertà e la democrazia». Sono parole di Bahram Rahmani, intellettuale e politologo, membro dell’Associazione scrittori iraniani in esilio, intervenuto recentemente alla conferenza La letteratura e la condizione femminile in Iran, organizzata dall’Associazione letteraria Hafez e Petrarca a Lugano. Lo abbiamo intervistato.
La condizione femminile in Iran, fino a quando è durato il Governo dello scià, non era così critica. La volontà di modernizzazione della dinastia Pahlavi aveva prodotto i suoi frutti. Poi, dopo la rivoluzione islamica del 1979, l’ayatollah Khomeini ha varato delle misure restrittive della libertà femminile. Com’è cambiata la vita delle donne nel Paese?
"In realtà anche prima della Repubblica islamica la vita delle donne in Iran era difficile. La dinastia Pahlavi dà dei colpi irreparabili ai movimenti sociali e democratici, anche quelli attivi nel campo dei diritti femminili...".

4.06.2012 - 05:05
Borla e Silini | Aggiornamento: 4 giu 2012 13:54
     I particolari sul giornale | Edizione 04.06.2012 a pagina 2
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