

Tempi grami per Facebook. Dopo i fasti degli ultimi anni, la rete sociale più popolare del mondo occidentale – nata per mano di Mark Zuckerberg nel febbraio 2004 – sta vivendo un’inedita crisi di popolarità. Colpa della discesa in Borsa poco più di tre mesi fa che ha dato il via a un crollo inarrestabile, con il dimezzamento del valore del titolo: dai 103 miliardi di dollari iniziali ai 43 attuali e azioni che si trovano a meno di venti dollari contro i 38 richiesti nel momento in cui la società era stata collocata sul mercato. Colpa della concorrenza sempre più agguerrita dei rivali, Twitter su tutti, che in pochi anni hanno rosicchiato sempre più terreno insidiando il titolo di social network più amato dalla gente. Ma forse ciò che più preoccupa è l’insoddisfazione crescente degli oltre 900 milioni di utenti, messa in luce da un recente sondaggio. Al di là delle scelte commerciali prese da Zuckerberg, infatti, saranno sempre loro a perpetuare o arrestare il successo di questa e di qualunque altra piattaforma. Della crisi del gigante azzurro delle reti sociali si occupano oggi le pagine Primo piano.
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