

BELLINZONA - Vladimir Petkovic è tornato a casa, in Ticino. L’avventura sulle rive del Mar Nero è già finita. Lì dove le acque incontrano la storia – da Samsun partì la guerra d’indipendenza turca – qualcosa non ha funzionato. Vlado però mantiene il suo aplomb e nel raccontare la sua esperienza non accenna alla minima polemica. Anzi, se potesse rifarebbe la stessa scelta. Giusto con qualche accorgimento, evidentemente.
«Per me – spiega il tecnico 48.enne – si tratta di un’avventura positiva. E importante, perché in sette mesi ho vissuto cose che in Svizzera avrei vissuto in tre anni. In Turchia si respira calcio. Sono arrivato in un momento particolare per l’intero movimento e per il Samsunspor. Il club è tornato in Süper Lig dopo tanti anni. Ho dovuto imparare in fretta, c’era da sviluppare non solo una squadra ma anche una dirigenza. Le difficoltà non sono mancate: nel mio periodo in panchina sono transitati qualcosa come quarantasei giocatori».
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