

BELLINZONA - Gabriele Giulini lo ritiene un punto fermo del Bellinzona. L’allenatore-futuro, volendo semplificare il concetto. L’esonero di Raimondo Ponte ha velocizzato il processo. E così, Antonio Tavares da ieri è ufficialmente il nuovo tecnico granata. Un impiego a tempo determinato, certo. Ma non meno importante, soprattutto considerando il periodo (e la classifica).
Classe 1975, franco-portoghese, un passato da calciatore che lo ha portato a vestire perfino la maglia della Mauritania, una laurea in filosofia, Tavares ha un curriculum che si sposa facilmente con la mentalità «allargata» di calcio proposta in questi anni dal presidente.
«Io sono qui per servire la società» dice il diretto interessato, con una cadenza che non può non richiamare alla mente José Mourinho. «A questo giro tocca a me, mi è stata fatta una domanda concreta alla quale ho risposto positivamente. Affronto questa sfida con impegno, determinazione e niente di più. Al momento ho solo un obiettivo: preparare al meglio la squadra in vista della prossima partita».
Dalla prospettiva del successore, come giudica l’esonero di Raimondo Ponte?
«Con Ponte ho sempre avuto un normale rapporto di lavoro, eravamo e siamo due professionisti. Non avevamo un passato comune, ma in campo abbiamo dialogato in maniera normale e serena. Detto questo, voglio concentrarmi sul presente. Le decisioni della dirigenza non mi riguardano. Il calcio è fatto così: ora tocca a me, ripeto. Mi è stata data una grande responsabilità e intendo ripagare la dirigenza».
Raimondo Ponte appartiene ormai agli archivi della storia granata. A Bellinzona la parola d’ordine in queste ore è chiudere col (doloroso) passato. L’alba del giorno dopo al Comunale - in estrema sintesi - è questa. Dell’incontro fra il presidente Giulini e l’ex allenatore nessuno vuole più parlare, come se nulla fosse accaduto. Nemmeno il direttore sportivo Giuseppe Bifulco è disposto a sollevare il coperchio, preferendo concentrarsi su un presente improvvisamente diventato incerto a più livelli: la prima questione riguarda il successore di Ponte, Antonio Tavares. L’allenatore portoghese non possiede il necessario patentino e la società ha quindi poco più di due settimane di tempo per mettersi in regola. La seconda incognita riguarda prettamente l’aspetto sportivo e cioè come reagirà la squadra dopo i cambiamenti avvenuti a Ferragosto. Da una parte c’è il «blocco Chiasso» formato da Sulmoni, Russo e Perrier, privato improvvisamente del proprio «mentore». Dall’altra c’è la vecchia guardia, ormai abituata a gestire i frequenti cambiamenti in panchina. Tutti punti di domanda a cui Bifulco ha provato a dare delle risposte.
«Innanzitutto vorrei fare una premessa: non voglio parlare del passato perché mancherei di rispetto nei confronti di Giulini, il quale ha già spiegato nei dettagli l’accaduto. È chiaro, però, che i concorsi di colpa in questa vicenda riguardano un po’ tutti, compreso il sottoscritto. Detto questo, guardiamo avanti e al derby di domani contro il Locarno, una partita fondamentale ma difficile. Ho visto i bianchi nel match contro il Bienne e mi sono sembrati un’ottima squadra».
Non si parla del passato ma il presente dice Antonio Tavares senza patentino. Che strategie avete?
«Vogliamo concentrarci unicamente su quello che abbiamo a disposizione, ovvero Tavares e il suo staff. Ovviamente non vogliamo tralasciare la ricerca del tecnico che dovrà affiancarlo, ma al momento è prematuro fare nomi».
In questo senso, ieri è spuntato quello dell’ex Lugano Francesco Moriero. Da noi interpellato, il mister italiano ha però escluso ogni contatto con il Bellinzona, dicendosi altresì entusiasta della nuova avventura a Grosseto.
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