

LUGANO - «Un presidente più che soddisfatto dai risultati sportivi». Così si definisce Angelo Renzetti, patron di un Lugano che, dopo le prime sette partite di campionato, occupa la seconda posizione in classifica con13 punti. Tuttavia, alcuni dubbi riguardanti l’ambito societario inquietano l’ambiente, ma il presidente è ottimista: «Il mese di settembre sarà decisivo per il passaggio della maggioranza del pacchetto azionario del club da Enrico Preziosi al sottoscritto – ha detto Renzetti –. Esiste una lettera d’intenti secondo la quale le parti si impegnano a concretizzare quanto stabilito. Ho compiuto un passo importante divenendo proprietario a tutti gli effetti, anche se di fatto ancora non lo sono: devo muovermi coi piedi di piombo, con delicatezza. Da parte sua Preziosi si impegnerà a mantenere una quota del 40 percento del pacchetto azionario e a pagare alcune pendenze rilevate alla chiusura dei conti, avvenuta in giugno. Sono ottimista a riguardo. La situazione di Preziosi a Genova? Non sono così informato sul Grifone, anche se il calcio cambia velocemente: basta un risultato positivo per risollevare un’intera società». Infine, il presidente bianconero, dopo i cinque acquisti effettuati negli scorsi giorni, vuole tagliare: partiranno da Cornaredo Lorenzo Crocetti e Michael Casanova.
Saronno, Como, in parte Lugano. Enrico Preziosi è abituato a lasciare terra bruciata dietro di sé. E il Genoa? Dalla Liguria arrivano segnali contrastanti: da una parte c’è la ferma volontà di cedere la società; dall’altra prevale la voglia di «fare business».
I colleghi della Gazzetta ci hanno parlato di un Preziosi sempre più defilato, indisponente, sfuggente. Dal vivo come al telefono. A luglio si era parlato anche di una trattativa con un industriale dell’acciaio, conclusasi ancor prima di cominciare poiché il prezzo proposto è stato giudicato troppo basso dall’oramai ex patron bianconero.
Un ruolo più marginale al Genoa, ad ogni modo, non significa necessariamente voglia di sbaraccare, anzi: Preziosi non si è mai interessato della quotidianità di un club. Non a caso a Marassi aveva previsto un amministratore delegato – Pietro Lo Monaco, prontamente defenestrato per dissidi interni – deputato a mandare avanti la società. E non a caso qualora arrivasse l’offerta giusta accetterebbe di vendere.
Il cruccio di Preziosi resta la compravendita di giocatori. Un giochino piuttosto redditizio, considerando che in questa sessione di mercato il Grifone ha ceduto elementi del calibro di Palacio incassando somme considerevoli. Fare soldi: è il motivo che da sempre spinge l’uomo d’affari avellinese ad interessarsi di pallone.
La preoccupazione della piazza è dunque soltanto parziale. Qualcuno, è vero, teme che il Genoa possa saltare per aria da un giorno all’altro: le dichiarazioni di Julian Velazquez circa il mancato pagamento del suo cartellino hanno scaldato i tifosi. D’altro canto prevale un moderato ottimismo: Preziosi non lascerà il club in mezzo a una strada. Per associazione, si occuperà anche delle pendenze bianconere.
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