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Canne, cocaina e uno sparo al WEF

Corso di ripetizione movimentato quello che vede impegnati in queste settimane 600-700 ticinesi del battaglione fanteria montagna 30 - Un milite ricoverato in stato di shock

Keystone
 
22
gennaio
2016
05:00
Gianni Righinetti

DAVOS - È un corso di ripetizione decisamente movimentato quello che vede in queste settimane 600-700 militi ticinesi del battaglione fanteria montagna 30 impegnati a supporto del Forum economico mondiale (WEF) di Davos. Alcuni dei militi sono già stati spediti a casa, ma non si tratta di un premio, bensì di misure a carattere disciplinare che in alcuni casi rimarranno confinate nell'ambito militare, in altri avranno conseguenze anche nella vita civile dei militi espulsi per direttissima dal corso di ripetizione.

Il tutto è accaduto negli ultimi giorni, come è stato confermato al «Corriere del Ticino» dal portavoce dell'esercito Tobias Kühne. Più precisamente nella giornata di martedì è stato effettuato un controllo stupefacenti e 12 militari sono stati trovati positivi: 7 avevano fatto uso di cannabis, come si dice in gergo, si erano fatti delle canne. Gli altri 5, oltre ad aver fumato sono risultati positivi al consumo della cocaina. I controlli effettuati hanno poi permesso di scovare anche il possessore di 3 grammi di cocaina.

Ma i gravi fatti non finiscono qui. Ad un soldato che imbracciava un Fass 90, il fucile d'assalto d'ordinanza dell'esercito, martedì sera è partito un colpo. Non un colpo a salve, ma un vero proiettile che era inserito nel caricatore del fucile. A stabilire cosa sia esattamente accaduto (dalle prime indicazioni sembrerebbe che il colpo sia partito inavvertitamente) sarà l'inchiesta militare.

Quando è partito lo sparo al fianco del soldato c'era un suo commilitone. Fortunatamente il proiettile non lo ha raggiunto, ma il forte botto a distanza estremamente ravvicinata gli ha provocato problemi all'udito. L'uomo è stato ricoverato in stato di shock e verrà sottoposto ad analisi per stabilire se ha subito o meno danni permanenti all'udito. In prima battuta si parla di acufene, un disturbo uditivo costituito da rumori (come fischi, ronzii, fruscii, pulsazioni) che l'orecchio percepisce come fastidiosi a tal punto da influire sulla qualità della vita del soggetto che ne è affetto. Ma si tratta solo di una prima valutazione.

Inutile dire che è stata sfiorata la tragedia. Dire che ci poteva scappare il morto non appare assolutamente fuori luogo. Kühne precisa che «il comandante ha ordinato un'inchiesta da parte della giustizia militare». Al momento, il portavoce non vuole aggiungere altro.

I 12 consumatori di droga saranno sottoposti ad un'inchiesta disciplinare del comandante della truppa. A fare stato, per loro, è l'articolo 218 capoverso 4 del Codice penale militare che recita: «Soggiace alla giurisdizione militare anche chi, durante il servizio, consuma o possiede intenzionalmente e senza esserne autorizzato esigue quantità di stupefacenti a tenore dell'articolo 1 della LStup264 o, per assicurare il proprio consumo, commette un'infrazione di cui all'articolo 19 della medesima legge. L'autore è punito in via disciplinare». Mentre la persona trovata in possesso dei 3 grammi di cocaina dovrà vedersela con la giustizia ordinaria.
Intanto il corso di ripetizione del battaglione ticinese di fanteria montagna 30 del ten col Giovanni Ortelli prosegue.

A livello operativo per la truppa non è cambiato nulla, le singole compagnie continuano a svolgere i loro compiti di supporto al vasto apparato di sicurezza che ogni anno vede l'esercito collaborare a stretto contatto con la polizia per l'evento al quale partecipano anche i massimi leader mondiali in una Davos che, quest'anno, viene descritta come più blindata del solito e sotto stretta sorveglianza terreste, come pure dello spazio aereo.

Ma all'interno della truppa la voce su quello che si potrebbe descrivere come il martedì nero del battaglione ticinese, si è presto diffusa. Il telefono senza fili da un soldato all'altro ha portato ad una sorta di confusione, al punto che c'è chi ieri sosteneva che i militari coinvolti erano molti di più, ma anche sullo sparo molte sono le versioni emerse dal pettegolezzo. Alla notizia della cannabis, anticipata da TeleTicino mercoledì sera, si è così aggiunta ora la questione cocaina e il colpo di Fass 90 vagante.

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