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Vacanze in patria per i rifugiati

Secondo l'UDC e i Cantoni, Berna rilascia troppi permessi per viaggi all'estero per gli asilanti

 
17
luglio
2015
05:00
Red. Confederazione

BERNA - Vacanze in... Eritrea? Non proprio una meta gettonata, visto che il Paese africano è sottoposto a un regime dittatoriale. Putroppo una permanenza in Eritrea è spesso impensabile anche per gli stessi eritrei, che fuggono verso l'Europa perché perseguitati nel proprio Paese, e che in seguito vi fanno ritorno solo per motivi gravi ed eccezionali, come ad esempio un parente molto stretto bisognoso di cure o prossimo alla morte. In Svizzera la legge esclude viaggi in patria per coloro che sono stati accolti come rifugiati, tranne appunto in situazioni straordinarie. Per contro, essi possono viaggiare liberamente in altri Stati. I richiedenti l'asilo o coloro che sono stati ammessi provvisoriamente devono invece dichiarare scopo e motivo del viaggio al Segretariato di Stato per la migrazione (SEM), che in seguito decide se rilasciare i documenti necessari.

Fin qui le regole, che tuttavia secondo l'UDC, ma anche secondo i Cantoni, non sempre vengono rispettate. Ha suscitato un vivo dibattito negli scorsi giorni un intervento della consigliera nazionale UDC Silvia Flückiger, che ha denunciato frequenti viaggi di richiedenti l'asilo eritrei nel Paese d'origine, al fine di trascorrervi le vacanze. Un atteggiamento ovviamente incompatibile con la richiesta di ottenere l'asilo, che si giustifica solo se la persona in questione è seriamente perseguitata o a rischio di morte in patria. Flückiger e l'UDC invitano dunque le autorità politiche a compiere un giro di vite, concedendo a queste persone un viaggio per l'Eritrea «di sola andata».

SULL'EDIZIONE CARTACEA ODIERNA DEL CORRIERE DEL TICINO TROVERETE L'ARTICOLO COMPLETO.

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