

NEW YORK - Quando venne arrestato per una truffa, lui svelò all’Fbi un commercio di farmaci illegale messo in piedi grazie ad annunci fuorilegge pubblicati da Google che la società non avrebbe mai dovuto accettare. Allora i federali, come racconta il sito Dagospia.it, chiesero il suo aiuto per allestire una trappola ai danni del motore di ricerca. Per ottenere uno sconto di pena, David Whitaker, che rischiava 65 anni di pena, accettò. Fingendo di essere un agente canadese, creò il sito SportDrugs e comprò inserzioni su Google, registrando tutte le chiamate. Obiettivo dei Federali: dimostrare che Larry Page, gran patron di Google, sapesse di quelle pubblicità proibite. Il piano andò in porto. Il colosso telematico venne accusato di favorire le operazioni di Whitaker tramite inserzioni pubblicitarie. Alla fine Page pagò una multa record di 500 milioni di dollari, ammettendo che quella pubblicità non avrebbe mai dovuto pubblicarla. Un mea culpa, da parte del gran patron di Google, che rischia di aprire la porta ad altre accuse. Stando infatti a uno studio della Nbc, un quarto del traffico su Internet comporterebbe lo scambio illegale di film, canzoni, tv show e giochi.
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