

LUGANO - Alessandro ha sei anni, è cittadino svizzero. I primi tre anni della sua vita li ha trascorsi con la mamma - nipote di Giovanni Guareschi - a Cademario. Nel giugno del 2006, approfittando del diritto di visita, il padre l'ha portato in Italia e, da allora - cioé sull'arco di tre anni - il bimbo ha potuto vedere la sua mamma per un totale di 60 ore.
Il 24 luglio 2009 la Commissione Tutoria Regionale 6 di Agno - l'autorità competente a statuire sull'affidamento del bimbo - ha deciso di affidare la cura e l’educazione di Alessandro alla madre. La sentenza non è stata impugnata ed è pertanto effettiva. In Italia, però, si tira per le lunghe e Alessandro è ancora bloccato. Ieri sera il senatore Dick Marty, ha presentato un'interpellanza al Consiglio federale. Quattro le domande. Tra queste: "Quali passi concreti ha intrapreso la Svizzera per risolvere questa incredibile vicenda?" e, ancora, "Quali ulteriori misure intende prendere il Consiglio federale nei confronti dell’Italia per far rispettare il diritto internazionale?".
STRASBURGO - Quasi la metà di tutti i casi attualmente pendenti davanti al Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa - in attesa che gli Stati attuino soluzioni adeguate a impedire il ripetersi delle violazioni riscontrate dalla Corte europea per i diritti dell'uomo -riguardano la lunghezza dei processi in Italia. Si tratta in totale di 2.183 casi che riguardano lentezze processuali praticamente in tutti i tipi di giurisdizione.
La parte del leone la fanno i processi civili con un totale di 1571 casi. Seguono i processi per cause di lavoro (364), quelli penali (122) e infine i procedimenti amministrativi (118). Dalle informazioni in possesso del Consiglio d'Europa per 707 ricorsi, dei 2183, per cui la Corte di
Strasburgo ha già emanato una sentenza, i processi in Italia non sono ancora terminati. Se questa è la situazione davanti al Comitato dei ministri, davanti alla Corte di Strasburgo attualmente pendono più di 3600 ricorsi contro l'Italia per una durata eccessiva dei processi.
Dai dati della Corte risulta inoltre che l'Italia è, dei 47 Stati membri del Consiglio d'Europa, quello condannato più volte per la violazione del diritto dei propri cittadini a un processo che duri un tempo ragionevole. La Turchia e la Russia, rispettivamente al secondo e al terzo posto dopo l'Italia in questa classifica, hanno: l'una la metà e l'altra un terzo delle condanne.
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