
MENDRISIO - Era già stato condannato a 2 anni di carcere, sospesi con la condizionale, Sébastien Schneider, il 31.enne vodese da oggi a processo davanti alla Corte delle Assise criminali di Mendrisio per l'omicidio di Samuele Giorgi. Ed è proprio nel suo Cantone di origine che Schneider, nel 1998, era stato giudicato una prima volta. Il presidente Claudio Zali ha cominciato a ripercorrere passo dopo passo la vita del 31.enne che il 24 aprile dello scorso anno, all'esterno del bar Mascotte a Chiasso, accoltellò a morte il 28.enne di Mendrisio. Un personaggio violento Schneider, che girava spesso armato, passava volentieri alle maniere forti, più volte giudicato e condannato. Nel pomeriggio la parola è passato al perito giudiziario Carlo Calanchini, che ha allestito il referto psichiatrico sull'imputato, dedito al consumo di stupefacenti.
Incalzato dal giudice, Schneider ha affermato di ricordare due colpi inferti e di non spiegarsi come ne possano risultare nove. Di fronte ai risultati della perizia autoptica, e dopo aver visto le foto del cadavere, l'imputato ha detto di aver visto più segni di coltellate, ma di non saper spiegare come ciò sia possibile.
A Schneider viene riconosciuta una lieve scemata imputabilità legata al consumo di droga: questa chiaramente peserà nella commisurazione della pena e porterà ad una piccola riduzione della condanna. La sentenza è attesa giovedì.
10.02.2010 a pagina 17