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Fiscovelox riapparsi? No, mai tolti

La Lega critica Berna e chiede che resti il blocco dei ristorni - La GdF precisa

 
(foto GdF)
 
05
gennaio
2012
16:30
P.P.-AC

COMO - "I fiscovelox ai valichi di Ponte Chiasso e Brogeda sono ricomparsi, ciò conferma che i rapporti tra Italia e Svizzera, anche sotto il Governo di Mario Monti, restano problematici". È quanto indica oggi in un comunicato la Lega de ticinesi, che torna a puntare il dito contro Berna che avrebbe dimostrato di non sapersi "rapportare in modo adeguato con la controparte italiana". Il blocco dei ristorni dei frontalieri, dunque, va mantenuto anche nel 2012.

Sul fronte italiano la Guardia di finanza conferma come “Nel nostro territorio, usiamo tutti gli strumenti consentiti dall’ordinamento italiano, nel rispetto delle normative e senza alcun pericolo per la violazione della privacy”. Marco Pelliccia, colonnello a capo del Comando Provinciale della GdF di Como, rileva che tutti i sistemi di accertamento finalizzati a evidenziare eventuali violazioni fiscali, vengono abitualmente impiegati, compreso il fiscovelox. A questo proposito, da quando è stato introdotto, non sono mai giunte indicazioni o direttive per bloccarne o limitarne l’uso.

“Non è stato istituito nessun presidio fisso – aggiunge – men che meno in zone tali da far ritenere che l’attenzione possa essere puntata verso un particolare territorio o Stato estero, e non ci sono state richieste di inasprimento dei controlli nelle ultime settimane”. Nessun pericolo – dunque - di violazione della privacy del privato cittadino, o di forme di spionaggio, da parte italiana. Ciò che interessa alla Guardia di Finanza, ribadisce, è il contribuente italiano. Per prevenire la fuga di capitali verso l’estero, le fiamme gialle utilizzano una rosa di mezzi nota e molto flessibile: si parte con il controllo faccia a faccia da parte del finanziere, autorizzato anche a far accertamenti all’interno del veicolo. A questo si può aggiungere un’ispezione con il cane antivaluta, o un posto di controllo di una pattuglia di retrovalico. Infine, appunto, il monitoraggio svolto con i furgoni dotati di fiscovelox, un sistema mobile di raccolta e informatizzazione dei dati, finalizzato a un ulteriore sviluppo dei controlli, partendo dalle targhe delle auto. Un sistema, appunto, che non era però mai stato soppresso.

Edizione del 26 settembre 2016
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