

LUGANO - Ci risiamo. Il copione non è nuovo alle nostre latitudini ma il tentativo di truffa tende a ripresentarsi a fasi cicliche, in maniera sempre più subdola e pericolosa. E questa volta nel mirino dei pirati informatici sono finiti un sacerdote ed alcuni insegnanti a cui sono stati sottratti indirizzo e contatti: fortunatamente, i colpi non sono andati a buon fine. Tutto inizia quando un messaggio di posta elettronica giunge dall’indirizzo di una persona vicina o che conosciamo da tempo. In poche righe viene descritto l’impellente bisogno di denaro per far fronte a delle difficoltà inaspettate: frasi architettate in modo tale da far leva sui sentimenti di amicizia del destinatario. Il nostro amico o il nostro conoscente – spesso si legge sul messaggio di posta elettronica – dice di trovarsi all’estero. È quindi difficile o impossibile da raggiungere. Alla fine dell’accorato appello vi sono un recapito o delle coordinate bancarie su cui versare i soldi. In casi del genere è bene sempre diffidare.
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