

BELLINZONA - È una truffa ben nota, che continua ad essere insidiosa anche in Ticino: quella dei falsi nipoti. La Polizia cantonale, in un comunicato, segnala che negli scorsi giorni sono giunte diverse nuove denunce di anziani che indicano una recrudescenza del fenomeno. La vittima viene contattata telefonicamente da una persona che, dopo averle carpito abilmente informazioni riguardanti la sua sfera privata, si fa passare per un nipote od un parente lontano che vive altrove e non vede da diverso tempo. Una volta stabilito questo legame, i truffatori palesano l'impellente bisogno di denaro per concludere un affare, ad esempio un acquisto immobiliare o di un'autovettura, che altrimenti sfumerebbe.
Mettendo una grossa pressione legata allo scarso tempo a loro disposizione (poche ore per concludere la trattativa) cercano di spingere la vittima ad effettuare immediatamente un prelevamento che è sempre di una certa entità (diverse di migliaia di franchi). Si precisa che le telefonate giungono principalmente su telefoni fissi e, laddove è presente un display sull'apparecchio telefonico, il numero chiamante appare come "sconosciuto". Per evitare sgradite sorprese, è specificato, la popolazione è esortata "a prestare molta attenzione e diffidare d'improvvisate telefoniche".
Una seconda truffa riguarda quella dei falsi venditori di tappeti. I truffatori, in questo caso, agiscono solitamente in coppia e si presentano al domicilio delle potenziali vittime - di norma anziani che si esprimono in tedesco - contattandole preventivamente e concordando un appuntamento. Durante il breve colloquio carpiscono le informazioni utili per rendere credibile una loro conoscenza personale di lunga data. Il pretesto dell'incontro è quello di vendere tappeti che sostengono essere di valore. Sono pure noti casi, dove in occasione della visita per mostrare a domicilio i tappeti, i truffatori hanno chiesto anche di poter ottenere un prestito facendo leva sulla fiducia ottenuta. Convinti dagli argomenti portati dai venditori gli acquirenti pagano la merce alcune migliaia di franchi: "una cifra nettamente superiore al reale valore, oppure prestano il denaro richiesto", conclude la Polizia. Una volta concluso l'affare la parte lesa si ritrova fra le mani, come detto, articoli di scarsissima qualità e valore per i quali ha pagato una cifra sproporzionata.
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