

LUGANO - Non vi fu falsità in documenti e non vi fu estorsione, ma gli operai sono stati sfruttati nella loro condizione di disoccupati: è quindi realizzato il reato di usura. È questa la conclusione a cui è giunta la Corte delle Assise Correzionali di Lugano, presieduta dalla giudice Rosa Item, in relazione alla vicenda degli operai taglieggiati mentre erano attivi per la ditta Concrete SA al cantiere del LAC, nella primavera del 2011. La giudice, nella sentenza letta poco fa, ha riconosciuto colpevoli di usura il caporale-intermediario che ha procurato gli operai (prelevando poi una commissione sui loro salari) ed il titolare della Concrete (correo, era consapevole di quanto avveniva), entrambi condannati a 8 mesi di detenzione sospesi per due anni (l'accusa aveva chiesto un anno di carcere). Prosciolto da ogni accusa, invece, il terzo imputato, il fiduciario 46.enne amministratore della ditta: per la Corte era all'oscuro dei taglieggiamenti.
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