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Regio Insubrica, la sfida continua
Varese chiede di rilanciare i rapporti italo-svizzeri
1 feb 2010 14:57 | Ticino e Regioni / Politica
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VARESE - Chiarire il ruolo della Regio insubrica e quindi, contemporaneamente, rilanciare su basi solide la collaborazione e lo sviluppo di progetti tra istituzioni svizzere e italiane a cavallo della frontiera. È questo, in sintesi, quanto chiede al Ticino l'opinione pubblica delle vicine Province italiane, segnatamente quella di Varese, che oggi stesso - tramite il portale Varesenews - rilancia l'importanza del dibattito.

Proprio la Regio insubrica, recentemente tornata agli onori delle cronache per una contestata rotazione di cariche (l'attuale presidente di turno Dario Galli rivendica un nuovo segretario in sostituzione di quello attuale, il ticinese Roberto Forte; mentre il sindaco di Lugano Giorgio Giudici è decisamente per lo status quo) dovrebbe cioè essere considerato da entrambe le realtà insubriche terreno di sviluppo e di armoniosa collaborazione su temi essenziali (trasporti, sanità, cultura e quant'altro) per i quali, negli ultimi anni, sono comunque stati fatti alcuni progressi.

"Perché non apriamo questo strumento di cooperazione ad un dibattito ampio che coinvolga tutti quanti"? domanda Varesenews. Anche il Ticino, in definitiva, non si può sottrarre a questa riflessione, anche se nei tempi dello scudo fiscale, la tentazione potrebbe essere piuttosto quella di percorrere strade almeno all'apparenza autonome.

Andrea Colandrea
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