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Manuele Bertoli sbugiarda Norman Gobbi

Il direttore del DECS non ci sta e risponde picche alle affermazioni del presidente del Consiglio di Stato ai microfoni di TeleTicino sulla "questione radioTV"

archivio CdT
 
28
novembre
2015
17:22
Red. Online

BELLINZONA - All'indomani dello sfogo del presidente di TeleTicino Filippo Lombardi al Corriere del Ticino, in merito alle due prese di posizione del Governo sull'ordinanza d'applicazione della nuova Legge sulla radiotelevisione, posta in consultazione federale, da Palazzo delle Orsoline era giunto un clamoroso dietrofront. Interpellato dall'emittente di Melide, il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi non aveva nascosto il suo disappunto per le due lettere redatte dal DECS, a sua detta, "partite verso Berna senza l'avallo della maggioranza governativa".

Oggi, tramite la sua pagine Facebook, il direttore del DECS Manuele Bertoli, ha tenuto a mettere i puntini sulle "i" e a rispondere al presidente, in questo modo:

"No, così no!

Leggo oggi sul Corriere del Ticino che il presidente del Consiglio di Stato avrebbe sostenuto che la posizione del Governo sulla revisione dell'ordinanza radiotelevisiva, contenuta in una lettera principale e in un breve complemento, sarebbero partite verso Berna senza l'avallo della maggioranza governativa e che l'incarto non sarebbe passato sui tavoli del Governo.
Mi spiace farlo pubblicamente, non sono io ad aver scelto questa strada, ma si tratta di una menzogna bella e buona.
L'incarto (inc. DECS n. 92-15) ha seguito l'ordinaria procedura, è stato regolarmente messo all'ordine del giorno e discusso il 21 ottobre scorso, mentre il breve complemento è stato discusso in primo giro (la fase in cui settimanalmente i Dipartimenti presentano dei progetti di lettera a nome del Consiglio di Stato) il 18 novembre scorso.
Su questo dossier non c'è stato nessun problema di collegialità, non c'è stato alcun documento partito senza che il Governo si pronunciasse con cognizione di causa. Naturalmente bisogna che i documenti vengano letti prima delle sedute, cosa che fa parte delle incombenze della funzione di membro del Governo, ma questa è un'altra cosa.
Se si vuole discutere, anche a posteriori, nel merito della posizione del Consiglio di Stato su questo dossier va bene, va bene anche farlo con chi se n'è lamentato pubblicamente, ma non si possono raccontare fandonie sulla procedura adottata, che è stata quella usuale per tutti i dossier governativi".

 

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