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Ufficio e tata da condividere

Lugano, il progetto Purple Point intende creare uno spazio di co-working dedicato ai genitori

 
05
gennaio
2015
05:38
g.rec
<p>LUGANO - Asili nido, nonni, zii, mamme diurne, babysitter: le possibilità per avere qualcuno che si prenda cura dei propri pargoli mentre si lavora sono sempre più diffuse e sfruttate. Tutte hanno però in comune un problema: prevedono la separazione dei bimbi dai loro genitori per lunghe ore o intere giornate.<br />Ma è possibile trovare una soluzione a questa situazione che appare inevitabile? Sì secondo <strong>Silvia Marcellini</strong>, ideatrice di «Purple Point», un progetto che intende creare uno spazio di co-working con annessa una nursery/doposcuola gestita da tate, rivolta a bambini da 0 a 3 anni e dai 4 agli 8. «In pratica – spiega Marcellini (mamma e web designer) – il genitore affitta una postazione in un open space per brevi periodi anche non regolari (qualche ora alla settimana) e può usufruire di una serie di servizi tra cui segreteria, armadi, sala riunioni. Nella nursery (separata, insonorizzata, ma collegata via chat e telecamere allo spazio di lavoro) c'è una tata ogni quattro bambini, il cui costo viene condiviso. In ogni momento i genitori possono recarsi dai loro bimbi, ma anche godere della tranquillità necessaria per lavorare».</p> <p>Questo, a grandi linee, è il progetto, che i promotori vorrebbero realizzare nel Luganese ed è sostenuto dalle Girl Geek Dinners Ticino, la comunità di donne che lavorano in ambito tecnologico e scientifico. Ma l'idea, pur condivisa soprattutto da molti genitori che lavorano da casa o sono indipendenti, fatica a trovare una concreta possibilità di realizzazione in Ticino. In altre città come Milano o Londra invece, esiste da tempo e funziona bene. «Il problema è che nel nostro Cantone le aziende fanno ancora fatica a concedere tempi parziali (in particolare agli uomini), ma soprattutto il telelavoro è ancora malvisto» spiega <strong>Cristina Giotto</strong> delle Girl Geek Dinners, che ricorda come secondo alcune stime in Ticino il 60% delle aziende ICT (tecnologia dell'informazione e della comunicazione) già faccia uso del telelavoro e il loro numero sia in aumento. Sarebbero migliaia di potenziali utenti di Purple Point. Nei prossimi mesi, tramite gli eventi organizzati dalle GGD, il progetto sarà quindi rilanciato, soprattutto fra gli informatici e chi lavora in professioni che offrono maggiore flessibilità. «Intendiamo puntare in particolare sugli uomini: più spesso sono i padri ad avere professioni che prevedono molte ore davanti al computer e sono sempre di più quelli che desiderano partecipare alla cura dei figli». Una volta ottenuto un numero sufficiente di adesioni (l'open space dovrebbe idealmente essere dotato di una trentina di scrivanie) le promotrici vorrebbero rivolgersi alla Città di Lugano oppure a privati che mettano a disposizione spazi ad affitti moderati così da poter mantenere accessibili anche le tariffe di Purple Point. Maggiori informazioni su www.silviamarcellini.com/PP.</p>
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