“Sanvido era un figlio, ma ora mi sento ferito”

Ospite a La domenica del Corriere il fondatore del Cardiocentro Tiziano Moccetti ha difeso anche il ruolo dei propri figli: "Non mi rimprovero nulla"

“Sanvido era un figlio, ma ora mi sento ferito”

“Sanvido era un figlio, ma ora mi sento ferito”

MELIDE – Passaggio del Cardiocentro all'Ente ospedaliero cantonale (EOC): per la prima volta il fondatore dell'ospedale del cuore Tiziano Moccetti si è esposto pubblicamente in televisione. E lo ha fatto a La domenica del Corriere ieri sera su TeleTicino. Ospite di Gianni Righinetti insieme al parlamentare del PLR Matteo Quadranti e ai due consiglieri nazionali Marco Chiesa (UDC) e Marina Carobbio (PS), Moccetti ha affrontato anche alcuni temi delicati. Da un lato i suoi rapporti con il presidente del CdA dell'EOC Paolo Sanvido: "Per me era come un figlio, ma ora mi sento ferito dal suo comportamento". Dall'altro prendendo posizione su una questione che tiene banco da mesi ma sulla quale nessuno aveva fino ad ora interpellato il diretto interessato. "C'è chi le rinfaccia di aver costruito un'azienda di famiglia. Ha qualcosa di cui rimproverarsi?" ha chiesto Righinetti. "Assolutamente no" ha replicato Moccetti, aprendosi su quello che per chiunque è un difficile tema da esporre pubblicamente, i sentimenti e gli affetti: "In ogni famiglia – ha aggiunto – quando si discute di determinati argomenti i figli possono essere entusiasmati dai loro padri o dalle loro madri".

Le trattative per il passaggio dell'istituto sotto l'EOC – lo ricordiamo – poggiano su accordi scritti e in particolare sulla convenzione del settembre 1996 siglata dalle parti: "Anche per questa ragione l'iniziativa popolare rappresenta una forzatura che non fa bene alla sanità ticinese" ha evidenziato Quadranti. Al proposito ha però rilevato: "Il cliché della sanità pubblica contro quella privata non vale in questo caso. L'iniziativa è chiara e prevede la creazione di una fondazione di pubblica utilità e senza scopo di lucro, i cui eventuali utili saranno reinvestiti nella ricerca". Pronta la replica di Carobbio: "Ma è esattamente quanto già fanno dei poli d'eccellenza come lo IOSI e il Neurocentro, i quali – come è stato garantito al Cardiocentro dopo l'integrazione nell'EOC – dispongono della totale autonomia clinica e scientifica".

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