Il cane

Amico dell’uomo
grazie alle donne

Amico dell’uomo <br />grazie alle donne
Secondo un nuovo studio, il genere femminile potrebbe aver svolto un ruolo fondamentale nel processo di domesticazione del cane

Amico dell’uomo
grazie alle donne

Secondo un nuovo studio, il genere femminile potrebbe aver svolto un ruolo fondamentale nel processo di domesticazione del cane

Pare che il primo vero contatto fra uomini e cani sia avvenuto decine di migliaia di anni fa, quando i nostri antenati hanno conosciuto per la prima volta il Canis lupus: non ci è voluto molto per scoprire che collaborare avrebbe portato a vantaggi per entrambi. È nata così la più antica, duratura e complessa «collaborazione» di sempre tra esseri umani e mondo animale. Con il passare del tempo, i cani sono diventati parte integrante della vita quotidiana, dalla preistoria fino ai giorni nostri.

Ma qual è il segreto di questa amicizia mutualmente vantaggiosa? In passato si credeva che fosse stato l’essere umano a prendere con sé alcuni cuccioli di lupo, addomesticandoli poi con la forza. Secondo alcune teorie più recenti, però, la relazione potrebbe essere nata da decisione presa di «comune accordo». Un nuovo studio pubblicato sul Journal of Ethnobiology sostiene, in particolare, che il ruolo delle donne sia stato uno dei fattori decisivi per favorire l’avvicinamento.

Il team della Washington State University, che ha condotto la ricerca, ha provato a gettare luce sulla questione adottando un approccio antropologico. Per farlo, ha analizzato oltre 800 studi etnografici che hanno indagato il comportamento di circa 140 società umane che vivono di sussistenza. Queste realtà hanno potuto fornire agli studiosi possibili indizi su come potrebbero essersi sviluppati i primi rapporti tra i nostri antenati e i lupi.

Il team ha preso in esame tre elementi: l’utilità del cane per l’uomo, quella dell’uomo per il cane e lo status di «persona» riconosciuto dall’uomo al cane (testimoniato, ad esempio, dal dare un nome all’animale o dal farlo dormire nel proprio letto). Ha messo poi alla prova questi tre fattori, confrontandoli con una serie di indicatori diversi, come il clima dell’area o il tipo di sostentamento sul quale si basano le comunità. Dallo studio è emerso che, nelle società in cui le donne sono più coinvolte nella cura dei cani, gli animali vengono trattati con più frequenza come membri della famiglia e si dimostrano maggiormente utili nelle attività quotidiane e lavorative. Il risultato sembra confermare il ruolo svolto dalle donne nell’addomesticare i cani: secondo i ricercatori, l’amicizia è diventata sempre più forte grazie alla naturale tendenza femminile a considerarli a tutti gli effetti come «persone» e non solo come strumenti utili per la caccia.

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