Patologie

Animali abbandonati:
un pericolo per l’uomo

Animali abbandonati: <br />un pericolo per l’uomo
La salute precaria dei randagi può determinare la diffusione di malattie infettive che, spesso, possono essere trasmesse anche all’uomo

Animali abbandonati:
un pericolo per l’uomo

La salute precaria dei randagi può determinare la diffusione di malattie infettive che, spesso, possono essere trasmesse anche all’uomo

Come è noto, l’abbandono di animali è un’azione punibile penalmente e le sanzioni sono definite dalla legge federale sulla protezione degli animali del 2005. Chi decide di lasciare un cane o un gatto in strada, inoltre, compie un atto moralmente discutibile. Ciò che non è così lampante per tutti, però, è il danno che azioni di questo tipo potrebbero determinare a livello sanitario.

L’abbandono dei nostri amici a quattro zampe, infatti, causa un aumento del randagismo, situazione che spesso determina un degradamento delle condizioni di salute dell’animale che si trova a fronteggiare intemperie e pericoli esterni senza avere un tetto sulla testa. Così, i rischi per la salute aumentano e il randagio, in quanto portatore di malattie infettive, potrebbe diventare un vero e proprio pericolo per gli altri animali e perfino per l’uomo.

Per fare chiarezza, è utile ricordare il concetto di zoonosi: alcune malattie infettive possono essere trasmesse dagli animali all’uomo sia direttamente (tramite contatto con pelle, peli, sangue o secrezioni) che indirettamente (tramite ingestione di alimenti infetti, per esempio). Questo meccanismo aiuta a comprendere perché sia pericoloso abbandonare gli amici a quattro zampe: quando un parassita inizia a nutrirsi del suo sangue di un animale, quest’ultimo diventa infetto e portatore della malattia derivata dal parassita stesso.

La malattia di Lyme, per esempio, mette a rischio anche la salute di persone che si trovano ad avere a che fare un animale che soffre. Le conseguenze di questa patologia possono essere piuttosto gravi e difficili da gestire sia negli animali che nell’uomo. In quest’ultimo, in particolare, se non trattata con antibiotici la malattia può causare febbre, dolori muscolari, gonfiore alle articolazioni, fino ad arrivare ad aritmie cardiache e disfunzioni del sistema nervoso.

Per questi motivi, quando si viene in contatto con un randagio è sempre consigliabile rivolgersi agli esperti del settore e agli organi competenti, oppure ad associazioni nate con lo scopo di affrontare il problema del randagismo. In seguito all’intervento, si verificherà se l’animale è fornito di microchip e, in caso lo sia, si procederà con il contattare la famiglia «adottiva». In caso contrario, all’animale verranno garantite le cure necessarie e, solo in seguito, potrà essere adottato.

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