Salute

Animali e COVID-19,
lo stato della ricerca

Animali e COVID-19, <br />lo stato della ricerca
Sono gli umani a infettare gli amici a quattro zampe, e non viceversa. Nella maggior parte dei casi i sintomi sono lievi

Animali e COVID-19,
lo stato della ricerca

Sono gli umani a infettare gli amici a quattro zampe, e non viceversa. Nella maggior parte dei casi i sintomi sono lievi

Gli animali domestici possono contagiare gli umani, e viceversa? Questa è stata una delle domande più comuni nei mesi di picco della pandemia. L’argomento è stato a lungo oggetto di discussione, tra fake news e pareri degli scienziati. Ma qual è lo «stato dell’arte» oggi?

Sul tema è difficile fare chiarezza, anche perché i test sugli animali vengono eseguiti in maniera limitata. Secondo il New Scientist, fino a metà agosto sono stati registrati almeno 26 casi in tutto il mondo. Il primo episodio di cui si abbia notizia è quello di un volpino di Pomerania, a Hong Kong, contagiato dal proprio padrone.

Proprio questo è un punto cruciale: stando anche a quanto sottolineato dall’Istituto superiore di Sanità italiano, sono proprio i pet ad essere infettati dagli uomini, e non il contrario, come alcuni potrebbero pensare. Nei mesi scorsi il sospetto che il virus potesse essere diffuso dagli animali domestici ha provocato in molte persone dubbi e timori finora infondati.

Alcuni casi di contagio sono stati registrati a Wuhan, in Cina, primo epicentro della pandemia da COVID-19: una ricerca ha analizzato lo stato di salute di 102 gatti trovati in rifugi e centri per animali. Di questi, è emerso che 11 erano stati infettati da SARS-CoV-2. Uno studio statunitense ha invece scovato alcuni anticorpi legati alla COVID-19 in tre cani e in un gatto che abitavano in casa di positivi. In tutto sono stati analizzati i pet di una cinquantina di americani.

Ma come stanno gli animali contagiati? Nella maggior parte degli episodi i sintomi risultano di lieve entità, anche se non mancano problematiche negli esemplari più anziani o con malattie pregresse, come ad esempio il diabete. In uno dei primi gatti positivi si sono registrati tosse, vomito e diarrea, anche se il felino è migliorato in pochi giorni.

Per tutelare gli amici a quattro zampe si consiglia quindi di adottare comportamenti prudenti, soprattutto se il padrone è stato contagiato. In quel caso, anche se può risultare difficile, bisogna ridurre il più possibile i contatti con l’animale, evitando coccole e carezze. Altrimenti si può chiedere a qualcuno di accudirlo temporaneamente al proprio posto.

Non bisogna infine dimenticare che il SARS-CoV-2 può colpire anche gli animali non domestici. Un recente studio ha fatto emergere che tra le specie più a rischio ci sono i grandi mammiferi marini e i criceti, mentre il pericolo è più limitato per i bovini e gli ovini e molto basso per i cavalli e i suini.

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