L’abilità

Cani come «sentinelle»
per prevenire i tumori

Cani come «sentinelle» <br />per prevenire i tumori
Quattro zampe e umani assorbono simili quantità di sostanze chimiche potenzialmente nocive: la scoperta potrebbe essere un’importante arma contro le malattie

Cani come «sentinelle»
per prevenire i tumori

Quattro zampe e umani assorbono simili quantità di sostanze chimiche potenzialmente nocive: la scoperta potrebbe essere un’importante arma contro le malattie

L’esposizione quotidiana ad alcuni tipi di sostanze chimiche, come ad esempio pesticidi, ritardanti di fiamma e ftalati usati per ammorbidire la plastica, non arreca danno solo alla salute dell’uomo, ma anche a quella del suo più fedele amico a quattro zampe: il cane.

La scoperta è stata fatta attraverso il primo studio sull’impatto degli agenti chimici industriali su persone e animali che abitano nello stesso ambiente, pubblicato sulla rivista Environmental Science and Technology. Per analizzare il fenomeno sono stati usati braccialetti e collari in silicone, capaci di rilevare l’esposizione alle sostanze chimiche contenute in molti prodotti di uso quotidiano. Questi dispositivi sono stati fatti indossare per cinque giorni a 30 coppie di padroni e cani in New Jersey e Carolina del Nord: sono stati poi estratti, tramite un solvente, i contenuti chimici raccolti nella durata dell’esperimento. I livelli di sostanze accumulati sono risultati simili negli animali e nei loro padroni.

Lo studio fa capire come l’attenzione all’ambiente in cui si vive e ai prodotti che si utilizzano sia fondamentale non solo per la nostra salute, ma anche per quella degli animali domestici chiamati a condividere per molto tempo gli stessi spazi. Ma, partendo da questa considerazione, si può anche attribuire ai cani un ruolo di «sentinella» nell’individuazione delle sostanze che possono portare alla formazione dei tumori.

Secondo Catherine Wise, dottoranda all’Università statale della Carolina del Nord e responsabile dello studio, l’impatto nocivo delle sostanze nei cani potrebbe comparire dopo solo qualche anno mentre nell’uomo questi processi richiedono un lasso di tempo maggiore. Ecco che studiando i tumori dei quattro zampe, individuandone le sostanze scatenanti, si potrebbero prevenire le stesse patologie nell’uomo, adottando precauzioni nell’esposizione agli stessi agenti chimici.

Un esempio pratico? Alcune ricerche hanno evidenziato la correlazione tra l’esposizione dei cani agli erbicidi utilizzati nei prati e lo sviluppo del tumore alla vescica. Ecco che, considerando che quattro zampe e uomo assorbono la stessa quantità di sostanza chimica nociva, si potrebbe vietare o limitare fortemente l’uso degli stessi erbicidi, proteggendo così l’organismo umano da pericolose forme di cancro.

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