Con il naso all’insù

«Chicka» o «Jar»?
Parola di cinciallegra

«Chicka» o «Jar»?<br />Parola di cinciallegra
La Parus major si riconosce per il petto giallo brillante

«Chicka» o «Jar»?
Parola di cinciallegra

La Parus major si riconosce per il petto giallo brillante

Vivace e colorata, la cinciallegra mostra le sue caratteristiche peculiarità già a partire dal nome. Si tratta di un passeriforme longevo, arriva a più di 12 anni d’età, e molto comune. Capita sovente di intravederla in volo o tra i rami degli alberi, sia in parchi e giardini, sia nei boschi di latifoglie e anche, in parte, di aghifoglie.
In Svizzera è presente tutto l’anno, con un aumento degli effettivi nei mesi freddi, quando gli esemplari che vivono in nord Europa tendono a migrare più a sud per svernare.

Particolare è il comportamento di questa specie. L’attività, infatti, viene svolta in coppia o in piccoli gruppi durante i mesi temperati, mentre in inverno si è notato un fenomeno di aggregazione con altre specie: cince, rampichini, regoli, picchi muratori. Durante i mesi freddi, inoltre, è un’assidua frequentatrice delle mangiatoie artificiali e questo ne rende ancora più semplice l’osservazione e il riconoscimento.

Secondo uno studio pubblicato nel 2014 su Animal Behaviour, approfondito poi nel 2016 su Nature communications ,da Toshitaka Suzuki, ricercatore della Graduate University for Advanced Studies di Kanagawa, Giappone, le cinciallegre hanno un linguaggio complesso e codificato. A seconda delle varie combinazioni di cinguettii, infatti, trasmettono un differente messaggio, come se componessero una frase. Secondo questa ricerca, basata sull’osservazione del comportamento e la registrazione dei vocalizzi emessi dalle cinciallegre poste di fronte a differenti predatori, questi uccelli emettono suoni differenti a seconda del nemico che si trovano davanti. Questo permette a tutti gli esemplari nei dintorni di capire quale tipo di pericolo dovranno fronteggiare. Suoni simili a «jar», ad esempio, sono associati all’avvistamento di un serpente, mentre il verso «chicka» è usato per corvi e faine. Proseguendo nello studio Suzuki ha dimostrato che anche i suoni simili, ad esempio «chicka» per corvi e faine, sono, in realtà, prodotti in sequenze differenti a seconda dello specifico animale da fronteggiare, grazie a un «sistema d’allarme combinatorio». Più il predatore è pericoloso e comune, più riconoscibile e unico sarà il verso d’allarme, mentre per predatori maggiormente sporadici, le cinciallegre ricorreranno a combinazioni sonore simili tra loro.

Le caratteristiche
La cinciallegra è un passeriforme comune dal piumaggio vivace e facilmente riconoscibile. Il capo è nero-blu con ampie chiazze bianche sulle guance. Il petto è di un giallo brillante ed è solcato da una banda nera che dalla gola scende verso le zampe. Questa linea è utile per distinguere i sessi: nelle femmine è più stretta, mentre nei maschi è più ampia. Il dorso è giallo-verdognolo e coda e ali sono grigio-bluastre con margini bianchi. Pur essendo un uccello abbastanza piccolo, vanta il primato di essere l’esponente più grande del nutrito gruppo delle cince che presenta più di sessanta specie. La Parus major è lunga circa 15 cm, ha un’apertura alare che può sfiorare i 26 cm e un peso che si aggira attorno ai 20 grammi.
Qui è possibile sentire una registrazione di un tipo di canto della cinciallegra. I versi di questa specie sono molto numerosi e si sentono principalmente ad inizio primavera, quando i maschi cantano per impressionare le femmine e primeggiare sui rivali nella conquista di buoni territori per nidificare e nutrire la prole.

L’ambiente
La cinciallegra è diffusa e comune in tutta Europa come anche in Asia e nell’Africa settentrionale. Si tratta di una specie che si adatta a quasi tutti gli ambienti e che si spinge fin verso i 2.000 metri di quota. Predilige la fascia collinare e, come mostrato dalle mappe di densità della Stazione ornitologica di Sempach, in Ticino l’areale di distribuzione è uniforme per tutto il territorio, dal Mendrisiotto fino alle valli superiori.

La riproduzione
Questa specie si riproduce tra marzo e maggio, nidificando in cavità arboree, affranti nei muri e nidi artificiali o naturali abbandonati da altri uccelli. Il nido è ricoperto con muschio, fibre vegetali, piume e peli ed ospita da 6 a 12 uova bianche con macchie rosse. La cova è di esclusiva pertinenza della femmina e dura due settimane. I pulcini lasciano il nido dopo 15-18 giorni. La Parus major, quando le condizioni lo permettono, fa due covate all’anno.

La nutrizione
Si tratta di un uccellino onnivoro che si ciba sia di insetti, che di bacche e frutta. Ha la capacità di nutrirsi anche di frutta con il guscio duro, che rompe con il becco forte.

Scheda zoologica
Classe: Aves
Ordine: Passeriformes
Famiglia: Paridae

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