Amici pennuti

Come comunicano
i pappagalli

Come comunicano <br />i pappagalli
Un linguaggio multiforme e in continuo mutamento, ma che deve essere compreso per evitare situazioni spiacevoli

Come comunicano
i pappagalli

Un linguaggio multiforme e in continuo mutamento, ma che deve essere compreso per evitare situazioni spiacevoli

Sono molteplici gli aspetti da considerare quando si parla del linguaggio dei pappagalli: si tratta di un insieme di componenti che creano un sistema complesso e in continuo mutamento, poiché si è evoluto di pari passo con la genetica di questa specie e si è adattato alla convivenza con l’uomo e con gli altri animali.

È il corpo il principale strumento che i pappagalli usano per comunicare: dall’atteggiamento e dalla postura si può già cogliere la predisposizione dell’animale che – è bene ricordarlo – varia tra le tantissime specie presenti in natura. In linea generale, se il corpo è in posizione rigida, con muscoli contratti e movimenti a scatti, bisogna fare attenzione perché significa che l’animale non si sente tranquillo e potrebbe «scattare» per difendersi. Il pappagallo potrebbe anche gonfiare le piume: è un modo di avvisare che la difesa del suo territorio è imminente.

Un corpo rilassato, una testa che si muove su e giù o il restare in equilibrio su una sola zampa sono invece segnali inequivocabili di una predisposizione alle coccole. Bisogna però stare attenti a non confondere questo atteggiamento con quello legato alla riproduzione: in questo caso, il pappagallo inclina la testa anziché muoverla su e giù e alza le ali. È bene evitare, in questa situazione, di accarezzarlo o coccolarlo, altrimenti l’animale potrebbe interpretare il nostro comportamento come un invito all’accoppiamento.

L’atteggiamento aggressivo del pappagallo si mostra con un piumaggio gonfio, muscoli tesi e una posizione protesa verso l’essere umano; inoltre, l’animale potrebbe anche sollevare le piume della testa, aprire il becco e dilatare e restringere l’iride. In questo caso, dunque, il consiglio è decisamente quello di lasciarlo perdere. E a proposito delle pupille, se il pappagallo le stringe o le allarga – non compulsivamente – è perché sta «esaminando» una situazione che lo incuriosisce.

Altri segnali che si possono cogliere nel multiforme linguaggio dei pappagalli sono la masticazione a vuoto, sinonimo di rilassamento e serenità; lo schiocco, una sorta di avvertimento che se si ripete può indicare nervosismo; lo scodinzolio della coda, che generalmente coincide con uno stato di allegria ma che può anche precedere la defecazione. Se invece la stessa coda è aperta e l’animale non vola, il pappagallo è arrabbiato e vuole intimorire l’avversario.

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