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Come e perché
brillano le lucciole

Come e perché <br />brillano le lucciole
Uno spettacolo suggestivo che si deve al processo della bioluminescenza e che serve come rituale amoroso.

Come e perché
brillano le lucciole

Uno spettacolo suggestivo che si deve al processo della bioluminescenza e che serve come rituale amoroso.

Chi ha avuto la fortuna di vederlo almeno una volta nella vita sa che è uno spettacolo unico: le lucciole che si «accendono» e colorano con il loro bagliore intermittente le notti d’estate riescono sempre a far rimanere a bocca aperta chi le osserva. Ma come è possibile che questi coleotteri riescano a illuminarsi in quel modo? Fa tutto parte di un processo chimico chiamato bioluminescenza: alcune molecole si muovono velocissime, producendo energia che, a sua volta, si trasforma in luce. Nelle lucciole, la bioluminescenza si attiva grazie alla presenza di due composti chimici, la luciferina e l’enzima catalizzatore luciferasi. La loro interazione permette l’emanazione della caratteristica luce dal colore verde-giallastro.

La conformazione stessa delle lucciole è poi strettamente connessa alla capacità di produrre luce, non solo perché gli organi deputati all’illuminazione si trovano in aree specifiche dell’addome, ma anche perché le differenze tra i due sessi agiscono su questa capacità. Pur essendo entrambi dotati di organi luminescenti, i maschi possono infatti volare con le loro ali forti, mentre le femmine restano allo stato larvale e non hanno questa possibilità. Le seconde possono però emettere luce per più di due ore, mentre i maschi solo per brevi istanti. Le lucciole che vediamo volteggiare nelle notti d’estate sono perciò in modo particolare i maschi di questa specie, con il loro caratteristico illuminarsi a intermittenza.

Una volta individuato il funzionamento dell’«accensione» delle lucciole, gli scienziati sono andati a indagare anche il suo significato, scoprendo che si tratta di un rituale amoroso. L’illuminazione serve infatti come richiamo: i maschi volano emettendo la loro luce e, quando le femmine li notano, si accendono a loro volta per segnalare la loro presenza. Alcuni studi hanno però sottolineato come la luminescenza funzioni, allo stato larvale, anche come difesa dai predatori. L’illuminazione è un modo con cui le lucciole si fanno riconoscere e, così come avviene con il colore sgargiante degli insetti, comunicano il loro sapore disgustoso: una tecnica che fa sì che i predatori si allontanino senza toccarle. Se il fenomeno della bioluminescenza delle lucciole è spettacolare, c’è da dire anche che è sempre più raro vederlo e questo, in parte, è colpa dell’uomo. Le luci delle città e l’inquinamento luminoso mettono infatti in crisi il sistema di comunicazione di questi coleotteri. Allo stesso tempo, l’impiego di prodotti chimici ha contribuito a ridurre in maniera sensibile il numero di lucciole in circolazione.

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