Curiosità bestiali

È vero che il vomito
di balena è profumato?

È vero che il vomito <br />di balena è profumato?
Le concrezioni rigettate dai capodogli sono un ingrediente pregiatissimo in profumeria.

È vero che il vomito
di balena è profumato?

Le concrezioni rigettate dai capodogli sono un ingrediente pregiatissimo in profumeria.

L’ambra grigia ha un profumo soave conosciuto già da centinaia di anni. Oggi, spesso, si trova nella versione sintetica «ambroxan» ed è alla base di moltissimi «parfum» delle maison più prestigiose. Per fare il profumiere, però, ci vuole stomaco poiché molti ingredienti hanno origini quantomeno singolari. Il muschio bianco, ad esempio, non ha nulla a che fare con il verde praticello del presepe, ma deriva, nella sua versione naturale antecedente a quella sintetica, dalle ghiandole odorifere del cervo muschiato che vive in Asia. E che dire dello scatolo? Questa molecola è contenuta nelle feci e contribuisce a dare loro il tipico «odore di fogna». A basse concentrazioni, però, profuma di fiori.

Nella boccetta di profumo che avete sulla mensolina del bagno, probabilmente, si trova almeno uno di questi tre strani - e a prima vista repellenti - ingredienti: ambra grigia, muschio bianco o scatolo. Ma se il muschio deriva da un cervo e lo scatolo dall’intestino, l’ambra grigia che origine ha?

Un gigante dei mari che arriva a 15 metri
Un gigante dei mari che arriva a 15 metri

Questa profumatissima essenza altro non è che «vomito» di capodoglio. Per secoli i pescatori che la trovavano, fluttuante tra le onde o portata a riva dalle correnti, pensavano che fosse un fungo marino oppure schiuma solidificata e veniva addirittura chiamata «floating gold» cioè «oro galleggiante», per via del suo alto valore.

La realtà è ben diversa e molto meno poetica. Già nel 1886 Antonio Stoppani, celebre paleontologo e geologo italiano, nel suo saggio «L’ambra nella storia e nella geologia con speciale riguardo agli antichi popoli d’Italia», dedica un paragrafo all’ambra grigia, che non va confusa con l’ambra gialla. Infatti, scrive Stoppani: « Noi però, cogl’Inglesi e con Francesi, quando temiamo che ci si fraintenda, la chiamiamo ambra gialla; e ciò per distinguerla dall’ambra grigia, materia di tutt’altra natura, detta anche ambracane, da cui il verbo ambrare, per profumare. Quest’ambra grigia serve infatti di profumo, di cosmetico e s’adopera anche in medicina. Si trova in piccole, talvolta anche in masse piuttosto grosse, galleggianti a caso sul mare, e si ritiene essere una secrezione di certi cetacei, una specie di spermaceti».

L’ambra grigia, infatti, è un prodotto del sistema digestivo del capodoglio. Questa concrezione solida si forma nel tratto intestinale ed è un agglomerato di parti non digeribili di prede - ad esempio i becchi taglienti dei calamari - e una sostanza secreta dal campodoglio stesso che, simile ad un lubrificante, ingloba questi residui per evitare che irritino le pareti intestinali. L’ambra grigia è inizialmente morbida e maleodorante, ma quando viene rigurgitata, o espulsa tramite le feci, ed esposta al sole, all’aria e all’acqua salata, si indurisce e rilascia un profumo gradevole.

Quindi si, il vomito e le feci di capodoglio hanno, in senso lato, un buon odore e questo è ancora oggi una delle basi della profumeria. Nel video seguente della BBC, in inglese, una breve intervista sull’origine dell’ambra con domande a Roja Dove, maestro profumiere che, prima di aprire la propria attività, ha lavorato anche per Guerlain.

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