Curiosità bestiali

È vero che l’orecchio
dei pesci è un iPhone?

È vero che l’orecchio <br />dei pesci è un iPhone?
Il giroscopio e l’accelerometro dei moderni cellulari si basano, in parte, sul funzionamento dell’orecchio interno dei pesci

È vero che l’orecchio
dei pesci è un iPhone?

Il giroscopio e l’accelerometro dei moderni cellulari si basano, in parte, sul funzionamento dell’orecchio interno dei pesci

Immaginate di essere immersi in una grande piscina completamente al buio e a diversi metri di profondità. Non avete alcun punto di riferimento e non vi arriva nessun suono o rumore che possa aiutarvi nell’orientamento. Inizialmente avrete ancora la percezione del «sopra» e del «sotto», ma dopo alcuni minuti, e a seguito di movimenti più o meno bruschi - necessari per fuggire dai predatori o per cacciare a vostra volta le prede - non riuscirete più ad orientarvi nello spazio e rischiate di spingervi sempre più in profondità, invece che risalire verso la superficie. Per l’uomo questo sarebbe uno scenario da incubo, ma per i pesci - soprattutto quelli abissali, cioè adattati a vivere a grandi profondità - è l’ambiente naturale perfetto.

I pesci hanno sviluppato, nel corso di milioni di anni, due organi di senso indispensabili per situare la propria posizione nella massa d’acqua sia rispetto allo spazio e quindi in relazione alla forza di gravità - vado verso l’alto o verso il basso? Sono a pancia in su o a pancia in giù? - sia in relazione alla percezione di stimoli esterni - come correnti marine, prede o predatori in avvicinamento e via dicendo.

Uno di questi due organi è stato studiato anche dai produttori di smartphone e iPhone ed ha permesso di apprendere nozioni che stanno alla base del funzionamento del giroscopio e dell’accelerometro, cioè dei meccanismi per cui il cellulare capisce la sua posizione nello spazio e ruota l’immagine del display di conseguenza. Si tratta dell’orecchio interno dei pesci che è composto da una cavità ricoperta da ciglia in cui sono racchiusi dei sassolini, formati da sabbia, concrezioni calcaree o altro materiale, chiamati otoliti. Gli otoliti si muovono seguendo la forza di gravità - quindi tenderanno sempre verso il fondale marino - e così facendo vanno a toccare le ciglia che inviano una serie di segnali al cervello del pesce che, elaborandoli, saprà quale è la sua posizione rispetto all’asse verticale.

L’organo che permette, invece, di individuare i movimenti dell’acqua attorno al corpo si chiama «sistema della linea laterale».

Il sistema della linea laterale nei pesci (Immagine tratta dal volume «Biologia - La forma e la funzione negli animali» di Neil A. Campbell e Jane B. Reece)
Il sistema della linea laterale nei pesci (Immagine tratta dal volume «Biologia - La forma e la funzione negli animali» di Neil A. Campbell e Jane B. Reece)

Lungo il corpo dell’animale vi è una linea di sensori che, entrando in contatto con l’acqua che vi fluisce sopra, permette al pesce di individuare e decodificare tutti i movimenti della massa d’acqua circostante: correnti, onde di pressione prodotte da oggetti ed esseri viventi in movimento e perfino le onde sonore a bassa frequenza che si propagano nei liquidi.

La natura, ancora una volta, ha dato dimostrazione di notevole versatilità e l’evoluzione conferma di saper trovare, quando il tempo è sufficientemente lungo e le condizioni ambientali lo permettono oltre a richiederlo, il giusto adattamento per ogni esigenza. Quindi sì, in un certo senso l’orecchio dei pesci è un iPhone. E tutto questo molto prima che arrivasse in commercio il primo smartphone.

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