Curiosità bestiali

È vero che una mucca
ospita microrganismi?

È vero che una mucca <br />ospita microrganismi?
La simbiosi mutualistica tra ruminanti e microrganismi è essenziale per la digestione della cellulosa.

È vero che una mucca
ospita microrganismi?

La simbiosi mutualistica tra ruminanti e microrganismi è essenziale per la digestione della cellulosa.

Il fenomeno della «simbiosi» si verifica quando due popolazioni differenti traggono vantaggio da un’interazione positiva, così stretta ed efficace da far sì che gli organismi coinvolti adattino la loro esistenza al punto da risultare metabolicamente dipendenti gli uni dagli altri. Gli esempi in natura sono molteplici: i licheni (simbiosi tra funghi e alghe o cianobatteri), alcuni pesci che vivono simbioticamente con batteri luminescenti, i ruminanti con la microflora intestinale e anche l’uomo con microflora in varie parti del corpo (pelle, stomaco, cavità nasale e buccale, intestino, uretra, ...).

Le mucche, e i ruminanti in generale, hanno uno stomaco suddiviso in 4 parti: rumine, reticolo, omaso, abomaso. Nel rumine vive, in simbiosi mutualistica, una microflora specifica che permette all’animale di cibarsi solo di vegetali, poiché si occupa di idrolizzare (cioè scindere in più parti) la cellulosa.

Stomaco di un bovino: rumine, reticolo, omaso, abomaso.
Stomaco di un bovino: rumine, reticolo, omaso, abomaso.

Il rumine è un vero e proprio «hotel per microorganismi»: è grande (fino a 150 litri nei bovini), piacevolmente caldo (temperatura costante di 39 gradi), ha un pH stabile, viene continuamente rifornito di cibo e contiene circa 1010 (cioè 10.000.000.000) di microbi per mL di fluido. L’erba e il fieno arrivano nel rumine e, mischiati a saliva e microflora, vi restano per 9-12 ore. In questo lasso di tempo subiscono una prima «digestione» ad opera dei microrganismi. In seguito vengono rigurgitati sotto firma di boli, masticati nuovamente e infine inviati direttamente all’omaso e all’abomaso dove si completa la digestione grazie ai succhi gastrici.

Ancora più straordinario è il fatto che la fonte primaria di energia delle mucche siano tutti i composti prodotti dai batteri nel rumine. In pratica la mucca deglutisce cibo, i batteri mangiano e producono i composti necessari all’alimentazione dell’animale. Questo sorprendente sistema ha una fragilità. Perché funzioni adeguatamente, tutto deve essere in perfetto equilibrio. Se si cambia drasticamente e improvvisamente la dieta di una mucca, infatti, si può mettere a repentaglio la sopravvivenza della microflora intestinale e la salute dell’animale.

I ruminanti che alleviamo non sono gli unici animali ad avvalersi della «digestione microbica pregastrica». Questo fenomeno si trova in altri erbivori e anche in animali che mai ci si aspetterebbe, ad esempio nelle balene che hanno una flora microbica in grado di digerire la chitina, cioè il materiale di cui è fatto l’esoscheletro degli invertebrati marini.

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