Il consiglio

Educare il cane
a non abbaiare

Educare il cane <br />a non abbaiare
Il nostro amico a quattro zampe è molesto e fa troppo rumore? Il veterinario Michele Mazzi, di Locarno, ci dà alcuni suggerimenti

Educare il cane
a non abbaiare

Il nostro amico a quattro zampe è molesto e fa troppo rumore? Il veterinario Michele Mazzi, di Locarno, ci dà alcuni suggerimenti

«Il cane abbaia troppo? Per risolvere il problema non ci vuole molto. Una settimana, massimo due». È quanto sostiene il veterinario Michele Mazzi, con studio a Locarno (guarda il video con l’intervista in allegato a questo articolo), parlando dei quattro zampe troppo... «chiacchieroni». Le tecniche di addestramento sono semplici e i risultati si vedono in poco tempo. Familiari e vicini di casa saranno sollevati perché all’improvviso non dovranno più subire le molestie di Fido. Non solo: «Anche la vita stessa del proprietario — sottolinea il nostro esperto — migliorerà parecchio e sarà sicuramente meno frustrante».

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Una premessa, però, è d’obbligo. È normale che un cane, ogni tanto, si metta ad abbaiare. «Sono animali sociali, è nella loro natura — spiega Mazzi —. Ma quel che è veramente necessario è che il padrone dell’animale sia disposto a riconoscere il problema e quindi a intraprendere un percorso comportamentale».

Il primo passo è chiedersi quale sia la ragione che spinge Fido a scatenarsi: «Magari non ha abbastanza stimoli, è annoiato. Oppure è solo e ‘abbandonato’ in giardino tutto il giorno e quindi reagisce a qualsiasi cosa, ha una ‘carica’ che deve essere sfogata». Ogni caso è diverso e non bisogna escludere altri problemi di salute più concreti. Per questo una visita dal veterinario è sempre consigliata.

«L’errore che molti fanno è quello di urlare contro il quattro zampe, la cosa più sbagliata da fare, perché i cani non capiscono il linguaggio e lo interpretano come uno stimolo ad abbaiare di più, una sorta di ‘gara’ a chi fa la voce più grossa». Insomma, davvero controproducente!


È sbagliato anche premiare il cane, se non al momento giusto: «Potrebbe interpretarlo come uno stimolo ‘io abbaio e ricevo un biscottino’. Evitiamo anche di avere un atteggiamento affettuoso nei suoi confronti, perché anche questo non porta da nessuna parte e, anzi, rischia di farci entrare in un circolo vizioso».

Il cane va portato fuori, deve poter giocare e socializzare con altri simili, deve insomma «sfogare» la sua energia in modo positivo. Se trascorre molto tempo da solo deve avere qualcosa da rosicchiare, dei piccoli giochi... «Solo a quel punto, quando il cane smette di abbaiare e si tranquillizza, va premiato e possiamo dedicargli la nostra affettuosa attenzione, in modo da fargli capire quale sia l’atteggiamento giusto».


Con i modi corretti, la situazione può cambiare radicalmente in pochissimo tempo, «una settimana, due... l’importante è capire dov’è il problema del nostro cane. Ci sono veterinari comportamentalisti che riescono a ‘leggere’ ogni singolo caso. Molto spesso quando si inizia a fare un percorso di questo tipo, il padrone è anche più motivato, una volta visti i progressi...»

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