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Empatia verso gli altri
presente anche in Fido

Empatia verso gli altri <br />presente anche in Fido
Uno studio ha dimostrato che i cani sono in grado di immedesimarsi nello stato d’animo dei propri simili

Empatia verso gli altri
presente anche in Fido

Uno studio ha dimostrato che i cani sono in grado di immedesimarsi nello stato d’animo dei propri simili

I cani sono in grado di provare empatia verso i propri simili. Non è un’affermazione fatta dagli amanti del migliore amico dell’uomo, ma una constatazione scientifica. L’empatia – intesa come la capacità di immedesimarsi nello stato d’animo del proprio interlocutore, fino a partecipare alle sue stesse emozioni – è a lungo stata ritenuta una facoltà propria dell’essere umano e dei primati a lui più affini, come gli scimpanzé, e di altre specie particolarmente intelligenti, come delfini ed elefanti.

Empatia verso gli altri <br />presente anche in Fido

Uno studio condotto dagli etologi del Museo Nazionale di Pisa – e pubblicato nel 2016 su Royal Society Open Science – ha però rivelato che anche il migliore amico dell’uomo è suscettibile al contagio emotivo. In altri termini, Fido ha una reazione involontaria, automatica e rapidissima davanti alla mimica facciale di un proprio simile.

L’indagine ha avuto luogo nel giardino pubblico Vincenzio Florio Junior del parco della Favorita a Palermo: 49 cani, dei quali 26 femmine e 23 maschi, con un’età compresa tra i 3 e i 72 mesi, sono stati filmati con il permesso dei proprietari. Al termine del periodo trascorso ad analizzare le registrazioni, il gruppo di ricerca coordinato da Elisabetta Pelagi ha determinato che basta un breve lasso di tempo per far sì che i nostri amici pelosi siano in grado di comprendere e lasciarsi influenzare dalla gestualità «facciale» e corporea di un proprio simile. Una facoltà, quella di leggere le emozioni altrui e di rispondere in modo appropriato, che è alla base dell’evoluzione del comportamento prosociale e dell’altruismo.

Il lavoro dell’équipe, però, non si ferma qui. Lo scopo delle prossime ricerche, infatti, è quello di comprendere - attraverso studi condotti sui lupi - se la capacità che i cani hanno di provare empatia sia il risultato di un processo di domesticazione o il frutto di un’evoluzione della comunicazione emotiva della specie.

Non solo. I ricercatori dello Yerkes National Primate Research Center della Emory University hanno riscontrato la presenza di comportamenti consolatori nei rapporti di parentela o lunga frequentazione anche tra le arvicole delle praterie (criceti di origine americana). Gli esemplari presi in esame leccavano più a lungo e più attentamente i loro simili sofferenti. Insomma, l’empatia è una facoltà molto più comune nel mondo animale di quanto si pensasse un tempo.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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