Il comportamento

Gatti schizzinosi?
No, solo molto cauti

Gatti schizzinosi? <br />No, solo molto cauti
Il meccanismo di autodifesa contro i cibi amari e potenzialmente tossici è alla base della diffidenza del micio

Gatti schizzinosi?
No, solo molto cauti

Il meccanismo di autodifesa contro i cibi amari e potenzialmente tossici è alla base della diffidenza del micio

Pochi animali sono diffidenti come il gatto. Il piccolo cacciatore domestico ha uno scetticismo innato, e lo dimostra anche la selettività sul cibo. I mici addentano topini e lucertole ma non, con la stessa velocità, per esempio, il paté in lattina acquistato al supermercato.

Gatti schizzinosi? <br />No, solo molto cauti

C’entra anche il cervello, perché i comportamenti si basano sui sensi e soprattutto sui recettori del gusto (Tas2r38 e Tas2r43, propri del gatto). Non è sempre questione di essere schizzinosi: i mici sentono l’amaro molto più degli umani e un alimento che emana un buon profumo per il padrone potrebbe rivelarsi una pessima esperienza per il proprio animale. Studi internazionali hanno stabilito che i gatti non avvertono il dolce e anche per questo l’amaro potrebbe risultare più accentuato.

Si ritiene che possano condividere con gli erbivori alcuni geni implicati nella percezione del gusto. Tuttavia i gatti non amano verdure e piante (tranne l’erba che viene assunta a scopi digestivi). In uno studio pubblicato sulla rivista «PlosOne», i genetisti del «Monell Chemical Senses center» di Philadelphia (Stati Uniti) hanno spiegato di aver individuato nei felini 12 geni per il sapore amaro. Senza questi peraltro non potrebbero individuare sostanze potenzialmente nocive o addirittura velenose. Gusto e olfatto sono dunque fondamentali per la sopravvivenza del gatto: non è più un mistero che il numero dei suoi recettori siano di molto superiori a quelli del cane. Per questo riescono ad avvertire subito il rancido o la presenza di sostanze estranee nell’acqua.

Ma allora cosa fare per combattere questa naturale diffidenza in campo alimentare? Il primo consiglio, quasi ovvio, è quello di non cambiare cibo una volta individuato quello che incontra i gusti del piccolo felino. E se è necessario cambiare marchio di scatolette, lo si faccia gradualmente, mescolando porzioni sempre maggiori dei bocconcini nuovi con quelli somministrati fino a poco prima. Le ciotole inoltre devono sempre essere pulite da residui di cibo.

Come sopra: i recettori indicano immediatamente la presenza di particelle nocive o stantìe. Sarebbe meglio anche non riempirle con cibo freddo: il caldo esalta profumi e sapori. Avvertenza importante è quella di non fornire al gatto il cibo per il cane: quello per il micio è composto da grandi quantità di proteine animali che invece sono presenti in quantità molto minori nelle scatolette per Fido. Abituare il gatto al cibo per cani significherebbe provocargli gravi carenze che possono manifestarsi con danni a pelo, cuore e occhi.

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