Con il naso all’insù

Ho nascosto provviste,
ma le ho dimenticate

Ho nascosto provviste, <br />ma le ho dimenticate
La specie Garrulus glandarius si distingue per la fascia di penne azzurre delle ali

Ho nascosto provviste,
ma le ho dimenticate

La specie Garrulus glandarius si distingue per la fascia di penne azzurre delle ali

Agilissima nel volo tra i rami, messo in pratica soprattutto per sfuggire ai suoi principali predatori, astore e sparviere, la ghiandaia, nome comune della Garrulus glandarius, è un passeriforme che ha una curiosa abitudine: nascondere le sue provviste di cibo sottoterra, nella corteccia o nei ceppi degli alberi. Spesso, però, non è poi in grado di ritrovare i suoi nascondigli contribuendo così all’ecosistema vegetale dei boschi che la ospitano. Infatti, ha un ruolo ecologico determinante nella disseminazione delle specie vegetali che hanno semi “pesanti” e che non vengono quindi agevolate, nella dispersione, dal vento e dagli agenti atmosferici. Tutti i semi nascosti e mai ritrovati sono, potenzialmente, delle nuove piante che si svilupperanno negli anni successivi.

Anche il nome, sia comune che scientifico, di questa specie è associato al suo ruolo. Ghiandàia e Garrulus glandarius derivano dal latino glandaria, a sua volta derivato da glans, glandis che sighifica ghianda. Garrulus, invece, deriva da garrire, con riferimento al tipico verso di questo uccello.

Le caratteristiche
La ghiandaia è un passeriforme che fa parte della famiglia dei corvidi. Il peso si aggira attorno ai 150-170 grammi, per una lunghezza totale di circa 34 cm e un’apertura alare di 55 cm. Si tratta di una specie longeva, può superare i 15 anni di età, e ben diffusa in Svizzera. Si stimano, infatti, 60-75.000 coppie, con una distribuzione e una densità pressoché costanti in tutto il territorio, ad eccezione delle altitudini più elevate. La caratteristica banda di piccole penne azzurre striate di nero, presente sulle ali, rende facilmente riconoscibile la Garrulus glandarius, che è caratterizzata, per le restanti parti, da un piumaggio bruno-rosato con la coda e le guance nere. Sul capo sono presenti delle lunghe piume erettili bianche. Il robusto becco è grosso e leggermente uncinato.
Qui è possibile sentire una registrazione del tipico verso rauco della ghiandaia. Il suo stridulo gracidio è un grido d’allarme riconosciuto da tutti gli animali. La Garrulus glandarius svolge, infatti, il ruolo di sentinella del bosco. Quando invece canta, il suo verso è sommesso e mostra una straordinaria capacità di imitare cinguettii e versi di altri animali e, talvolta, anche della voce umane.

L’ambiente
La ghiandaia è un uccello di bosco e predilige foreste di pini e larici in ambiente subalpino e foreste decidue in collina. Non ama gli spazi aperti e solo molto raramente la si può vedere in zone prive di vegetazione. Il suo areale di distribuzione va dall’Europa tutta fino a gran parte dell’Asia centrale e orientale. In Svizzera è sedentaria.

La riproduzione
Questa specie nidifica fin verso i 2’000 metri di quota, con una prevalenza di nidi attorno ai 500 metri s.l.m. come si può notare dai diagrammi di nidificazione altitudinale redatti dalla Stazione ornitologica di Sempach. Il nido è realizzato intrecciando tra loro rametti e radici ed è collocato di preferenza tra i 2 e i 5 metri d’altezza. La ghiandaia fa una sola covata all’anno, tra aprile e giugno, e depone da 4 a 7 uova grigio-verdi con punteggiatura brunastra. Entrambi i genitori sono impegnati nella cova che dura 16-17 giorni e nell’accudimento dei pulcini che restano nel nido per 20 giorni.

La nutrizione
Si tratta di un uccello onnivoro, che predilige ghiande, faggiole, castagne, noci, frutti e bacche. Talvolta si nutre di piccoli animali, come roditori, insetti e lucertole.

Scheda zoologica
Classe: Aves
Ordine: Passeriformes
Famiglia: Corvidae

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