Con il naso all’insù

I merli erano bianchi?
Sì, secondo il mito

I merli erano bianchi?<br />Sì, secondo il mito
Un lucente esemplare maschio di Turdus merula

I merli erano bianchi?
Sì, secondo il mito

Un lucente esemplare maschio di Turdus merula

Facilmente riconoscibile per il canto melodioso, il Turdus merula è un passeriforme molto comune. Vive generalmente in coppie isolate e monogame che stanno insieme per tutta la vita, ma durante la migrazione si raduna in stormi anche molto numerosi.

Raramente nascono esemplari albini che possono essere totalmente o parzialmente bianchi e proprio questa particolarità può aver dato vita ad una diffusa leggenda.
Gli ultimi giorni di gennaio, infatti, vengono chiamati “i giorni della merla” e sono considerati i più freddi dell’inverno, secondo la tradizione popolare. Il nome deriva da un mito che narra di una merla che, per riparare se stessa e i suoi pulcini dal freddo pungente, ha cercato rifugio dentro ad un comignolo. Passati i giorni più rigidi, ad inizio febbraio, gli uccelli sono usciti dal loro caldo rifugio, ritrovandosi completamente neri e coperti di fuliggine. Da quel giorno tutti i merli, che fino a quel momento erano stati candidi come la neve, nacquero neri.
Sempre legato alle stagioni e all’inverno è anche il modo di dire “quando canta il merlo siamo fuori dall’inverno”. Questo uccello è, infatti, uno dei primi a riprendere a cantare con vigore all’arrivo della primavera.

Le caratteristiche
Il Turdus merula è un passeriforme di medie dimensioni. La lunghezza si attesta sui 27 cm, l’apertura alare si colloca tra 34 e 39 cm e il peso oscilla tra i 60 e i 130 grammi. Il dimorfismo sessuale è molto evidente nella specie, con un maschio completamente nero con becco e contorno occhi giallo intenso e una femmina bruna con sottogola più chiaro e becco di un giallo spento. Gli esemplari giovani sono rossicci e pigmentati.
La specie è longeva, vive fino a 16 anni, ed estremamente diffusa in tutta Europa. Solo in Svizzera si contano tra le 500.000 e le 700.000 coppie.
Qui è possibile sentire una registrazione del canto del merlo, riconoscibile per essere un puro, forte e melodioso gorgheggio. Il verso è udibile anche da lontano e diventa più flebile e sommesso solamente sul finire. Quando viene spaventato e si alza improvvisamente in volo emette un suono stridente e persistente.

Una femmina di merlo, nella tipica livrea bruna
Una femmina di merlo, nella tipica livrea bruna

L’ambiente
Negli ultimi decenni il merlo si è spinto fino a colonizzare anche ambienti fortemente antropizzati, ma originariamente prediligeva boschi ricchi di arbusti e con un folto sottobosco. L’areale di diffusione copre le isole dell’Atlantico, il nord Africa e l’Europa, ad eccezione della Scandinavia settentrionale. Si suddivide in popolazioni sedentarie, che vivono nelle zone temperate, e popolazioni migratrici che, invece, svernano nei paesi caldi. In Svizzera è presente tutto l’anno e la maggiore densità si raggiunge a basse quote come si può vedere dalla relativa mappa dell’Osservatorio ornitologico di Sempach.

La riproduzione
Nidifica tra gli arbusti, sugli alberi, nelle nicchie dei muri, nelle cataste di legna e talvolta anche in buche nel terreno. Il nido è costruito dalla femmina che vi depone dalle 3 alle 5 uova che vengono incubate per 12-14 giorni. Una femmina riesce a fare anche tre covate per anno. I piccoli hanno uno sviluppo rapido e già dopo 14 giorni lasciano il nido.

La nutrizione
Questo passeriforme è onnivoro e si ciba di frutta, bacche e insetti. Chi ha alberi da frutta lo sa: il merlo è particolarmente goloso di ciliegie, lamponi e more. La particolarità di questa specie è che si nutre sempre a terra, o comunque appollaiato su un supporto, e mai in volo. Frequentemente si possono osservare esemplari di Turdus merula che, all’avvicinarsi dell’uomo, zampettano velocemente per allontanarsi con il cibo nel becco.

Scheda zoologica
Classe: Aves
Ordine: Passeriformes
Famiglia: Turdidae

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