La curiosità

La capacità di Fido
di ‘leggere’ i pensieri

La capacità di Fido <br />di ‘leggere’ i pensieri
Uno studio ungherese dimostra che il comportamento dei cani può essere influenzato dalle emozioni dei loro padroni

La capacità di Fido
di ‘leggere’ i pensieri

Uno studio ungherese dimostra che il comportamento dei cani può essere influenzato dalle emozioni dei loro padroni

La convivenza con un cane può essere difficile. Cuscini ridotti a brandelli, pipì in giro per casa o ciotole di crocchette rovesciate qua e là mettono a dura prova anche la pazienza dei padroni più calmi. Spesso viene da chiedersi perché educare Fido sia un’impresa tanto difficile: sembra proprio che non riesca a comprendere le nostre esigenze. Le ultime scoperte nel campo dell’etologia sembrano però dimostrare l’esatto contrario e lasciano intendere che i cani non solo possono essere educati, ma addirittura influenzati dai pensieri e dalle emozioni che trasmettono i loro padroni.

La scoperta arriva dal gruppo guidato da Ádám Miklósi, etologo dell’Università Loránd Eötvös in Ungheria, a Budapest. In uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Frontier in Psychology, gli scienziati rendono noti i risultati di un esperimento organizzato in due momenti con il coinvolgimento di un cane e il suo padrone, un giocattolo e un braccialetto.

Nella prima fase, il soggetto doveva mostrare a Fido un’espressione di disgusto mentre guardava il giocattolo e di piacere quando invece volgeva lo sguardo al braccialetto. A questo punto il padrone lanciava entrambi gli oggetti e chiedeva al cane di riportarglieli. La seconda fase era molto simile alla prima, solo che in questo caso il giocattolo e il braccialetto venivano posti su scaffali troppo alti perché l’animale potesse afferrarli.

Se nella prima fase dell’esperimento la maggior parte dei cani si fiondava direttamente sul giocattolo ignorando i segnali di disgusto lanciati dal padrone, nella seconda passava molto più tempo a guardare il braccialetto. Secondo Miklósi questo significa che gli animali tengono in considerazione i pensieri e le emozioni dei loro padroni, ma fino a un certo punto, ovvero fino a quando l’oggetto che prediligono non capita a portata di zampa. In questi casi, anche se sanno che l’essere umano ha un’opinione diversa dalla loro, semplicemente non se ne curano e decidono di dar retta al loro istinto.

Lo studio si ispira a esperimenti simili condotti su bambini di età compresa tra un anno e un anno e mezzo e getta nuova luce sulle capacità cognitive dei cani. Se Fido non può leggerci nel pensiero, è almeno consapevole del fatto che possediamo pensieri ed emozioni, che poi esprimiamo attraverso gesti ed espressioni facciali. La prossima volta che il nostro amico a quattro zampe combinerà una marachella delle sue, il classico dubbio «l’ha fatto per dispetto o è solo un animale?» sarà finalmente validato anche dalla scienza.

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