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La voce dell’uomo
sul cervello del cane

La voce dell’uomo <br />sul cervello del cane
Secondo uno studio questi animali, sentendo parlare il padrone, reagiscono proprio come un bambino di fronte alla mamma.

La voce dell’uomo
sul cervello del cane

Secondo uno studio questi animali, sentendo parlare il padrone, reagiscono proprio come un bambino di fronte alla mamma.

I cani, nel momento del bisogno, capiscono le esigenze del padrone restando al suo fianco. Questi ultimi, infatti, grazie al loro carattere intuitivo, riescono a comprendere e anche eseguire una determinata richiesta. Come mai, quindi, la voce umana, e in particolare quella del padrone, risulta così convincente per i migliori amici dell’uomo? Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica NeuroImage rivela quali meccanismi scattano nel cervello di un cane quando sente la voce del padrone ed evidenzia parallelismi con il rapporto che si viene a creare tra la mamma e il suo bambino. Il team di ricerca, per scoprire l’importanza della voce umana per gli amici a quattro zampe, ha condotto un esperimento di solito rivolto ai bambini, il cosiddetto «strange situation experiment». Si tratta di un test ideato dalla psicologa statunitense Mary Ainsworth nel 1960; il suo obiettivo era studiare il tipo di interazione tra la madre, un adulto (estraneo) e il bambino in un contesto non familiare.

L’esperimento è composto da otto passaggi; il bambino viene lasciato giocare in una stanza a lui sconosciuta dalle quale entrano ed escono continuamente diversi adulti come i genitori, ma anche estranei. I comportamenti del bambino mostrano con chiarezza la differenza di reazione di fronte a persone mai viste prime e invece l’attaccamento profondo verso i genitori e, allo stesso tempo, la preoccupazione derivata dalla loro assenza. Arriviamo quindi ai cani. Anche loro sono stati sottoposti allo stesso esperimento e, durante il test, il loro cervello è stato monitorato tramite risonanza magnetica funzionale, per individuare le aree più attive e in quale situazione. I ricercatori hanno scoperto che, a livello cerebrale, i cani reagiscono alla voce del padrone proprio come un bambino risponde a quella della madre. Il loro centro della ricompensa (la parte del cervello che produce sensazioni di piacere) è più attivo quando a parlare è il suo umano di fiducia. La reazione resta la stessa anche quando il padrone non è in vista; detto in altre parole, l’amico a quattro zampe è felice anche solo sentendo parlare il suo umano di riferimento. Il comportamento positivo non è legato a lodi o complimenti; basta il suono della voce del padrone a renderlo contento. I parallelismi tra il rapporto madre-figlio e quello cane-padrone non finiscono qui; un recente studio ha dimostrato che la voce della madre riduce lo stress in un bambino nato prematuro e sottoposto a terapie: anche per i cani, quindi, potrebbe valere lo stesso.

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