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Non tutte le vespe
sono aggressive

Non tutte le vespe <br />sono aggressive
In Svizzera esistono 9 specie di vespe autoctone e una alloctona, oltre a numerosi insetti di altre famiglie.

Non tutte le vespe
sono aggressive

In Svizzera esistono 9 specie di vespe autoctone e una alloctona, oltre a numerosi insetti di altre famiglie.

Si fa presto a gridare «Aiuto: una vespa!», ma in realtà gli Hymenoptera - l’ordine che comprende api, vespe e formiche - conta più di 120.000 specie ad oggi scoperte, di cui oltre 40.000 in Europa. Se le api sono amate, o quantomeno tollerate, visto che ci forniscono il miele e le formiche sono considerate fastidiose solo quando entrano in casa, ecco che le vespe causano, invece, timore per via del rischio di venir punti. Questa paura è giustificata? Di seguito ecco le 9 vespe (più un’intrusa) che vivono in Svizzera e alcune loro curiose abitudini.

Vespula vulgaris
Vespula vulgaris

Vespula vulgaris
La vespa comune è quella con cui ci confrontiamo più di frequente. Essendo attratta dal cibo umano, principalmente carne e alimenti zuccherini, è frequente vedersela svolazzare intorno durante pic-nic e pranzi all’aperto. Costruisce il suo nido sottoterra o in altri luoghi nascosti (cassonetti delle tapparelle, elementi cavi delle cancellate,... ). Si tratta di una vespa sociale e le colonie possono diventare numerose, con anche migliaia di individui. Se infastidita diventa aggressiva e può pungere, quindi è bene mantenere una distanza di sicurezza.

Vespula germanica
Vespula germanica

Vespula germanica
La vespa di terra è molto simile alla vespa comune e ne ha le stesse abitudini. Si riconosce per la diversa forma delle bande nere sul corpo e i differenti disegni facciali. Si tratta di un insetto prevalentemente carnivoro, ma non disdegna le sostanze zuccherine e per questo motivo la si può vedere occasionalmente sui fiori anche se l’apparato buccale le permette di prendere il nettare solo da alcune specie vegetali.

Vespula rufa
Vespula rufa

Vespula rufa
La vespa rossa è, come la vespa comune e quella germanica, una specie sociale appartenente al genere delle vespe a testa corta. Costruisce il nido sottoterra e si riconosce per il colore che sull’addome sfuma da giallo in rosso.

Vespa crabro
Vespa crabro

Vespa crabro
Il calabrone costruisce il nido in luoghi bui e nascosti, prediligendo gli alberi cavi, sia vivi che caduti. Riconoscere un calabrone è abbastanza facile poiché si tratta della vespa più grande presente in Svizzera e ha la testa e parte dell’addome di colore marrone scuro, quasi nero. Nonostante la sua dimensione e il ronzio che accompagna il suo volo possano fare paura, in realtà è molto meno aggressivo della vespa comune e della vespa di terra e non è interessato al cibo umano. Da adulto si ciba di frutta dolce e sovente capita di trovarlo intento a nutrirsi di mele, pere o altri frutti dei nostri giardini. Al contrario di quanto si potrebbe pensare, la loro puntura non è più dolorosa di quella di altre specie di vespe, ma rimane sempre pericolosa in caso di allergia.

Vespa velutina
Vespa velutina

Vespa velutina
Il calabrone asiatico è un insetto alloctono simile al calabrone. Originario dell’Estremo oriente è stato avvistato per la prima volta in Europa nel 2004, in Francia. In Svizzera la prima segnalazione rissale al 2017 nel Canton Giura. In Ticino si è avuto un solo avvistamento, ma l’allerta rimane alta poiché, pur non essendo particolarmente pericoloso per l’uomo (è paragonabile al calabrone comune), causa ingenti danni alle colonie di api mellifere e alle api selvatiche. Le sue dimensioni sono leggermente più piccole del calabrone autoctono ed è più scuro, con le estremità delle zampe di un giallo molto acceso. Il Dipartimento del Territorio e il Museo cantonale di storia naturale invitano, nel caso di avvistamento di una presunta Vespa velutina nel Canton Ticino, a segnalarlo attraverso il modulo di contatto, allegando obbligatoriamente una fotografia nitida dell’insetto per l’accertamento della specie e indicando data e luogo preciso dell’osservazione.

Dolichovespula media
Dolichovespula media

Dolichovespula media
La vespa media (o mediana) è molto comune e caratterizzata da un’estesa colorazione nera su testa e parte dell’addome. Le dimensioni sono a metà tra il calabrone e la vespa comune tanto che a volte le regine di Dolichovespula media possono venir confuse con esemplari di Vespa crabro. Il nido della colonia - anche questa è una specie sociale - viene costruito all’aperto su alberi e cespugli ed ha la tipica forma sferica. Il materiale è la carta, che deriva dalla lavorazione del legno (le vespe masticano la polpa legnosa e la impastano con la saliva). Pur potendo pungere preferisce, di norma, allontanarsi quando viene disturbata.

Dolichovespula saxonica
Dolichovespula saxonica

Dolichovespula saxonica
La vespa sassone è spesso la «colpevole» dei nidi che troviamo nelle soffitte o sotto le grondaie. Si tratta di costruzioni grandi come un pallone da calcio, di forma sferica e a base di carta. Anche queste vespe non attaccano senza un motivo più che valido, ma è comunque utile mantenersi a distanza di sicurezza e non ostacolare il volo degli animali. Se dovesse essere necessario spostare il nido, bisognerà ricorrere ad uno specialista che, adeguatamente abbigliato, provvederà a staccare il nido a livello del peduncolo e a ricollocarlo in un luogo adatto.

Dolichovespula norwegica
Dolichovespula norwegica

Dolichovespula norwegica
Altra rappresentante del genere Dolichovespula, caratterizzato dalla bassa aggressività e da nidi sferici, è la vespa norvegese. Molto simile alle altre specie dello stesso genere, si differenzia grazie ad un attento esame visivo che rivela una colorazione tendente al rossastro sulla parte anteriore dell’addome. Il nome del genere identifica tutte quelle vespe, comunemente definite «vespe dalla testa lunga», che hanno una distanza maggiore tra occhi e apparato buccale.

Dolichovespula sylvetris
La vespa albero (o vespa degli alberi) è alla base di un interessante studio sulla socialità delle vespe pubblicato su «Behavioral Ecology and Sociobiology». La ricerca ha evidenziato come lo sviluppo delle colonie di vespe venga controllato in modo mirato ed efficace sia dalla regina che da una casta di vespe «poliziotte». Il loro compito è impedire che le vespe operaie si riproducano, a scapito della cura parentale dovuta alla prole della regina, e lo fanno sia distruggendo le uova incriminate (dopo 1 giorno dalla deposizione il 91% delle uova risulta distrutto), sia aggredendo direttamente le vespe operaie che depongono le uova. Questo meccanismo, che a prima vista può apparire brutale, è invece indispensabile per garantire la sopravvivenza di tutto il gruppo e la sua riproduzione.

Polistes dominula
Polistes dominula

Polistes dominula
La vespa cartonaia è la specie più facilmente riconoscibile sia a livello di struttura fisica che per la forma del nido. Il corpo è snello, la parte anteriore dell’addome è affusolata e presenta un «vitino di vespa» e le bande nere e gialle sono lucenti. I nidi sono piccoli - un centinaio di cellette al massimo, ma in contemporanea non sono occupate più di 30 unità - e sono privi di involucro protettivo. Si trovano di frequente appesi sulle pareti degli edifici, in luoghi riparati. Anche in questo caso si tratta di una vespa poco aggressiva.

Le «vespe» non vespe
Spesso capita di definire come «vespe» anche insetti che non lo sono. Il caso più frequente riguarda gli appartenenti alla superfamiglia Pompiloidea che è sì imparentata con i Vespoidea, ma differisce per alcuni aspetti fondamentali: il pronoto (la parte dorsale del primo segmento del torace) si estende all’indietro, le zampe sono molto lunghe (consentendo rapidi movimenti sul terreno), l’addome è solitamente arancione e nero, si tratta di insetti solitari e non sociali e vivono spesso in zone sabbiose, da cui il nome di vespe scavatrici.

Un esemplare del genere Cryptocheilus (superfamiglia Pompiloidea)
Un esemplare del genere Cryptocheilus (superfamiglia Pompiloidea)

Altro errore comune è quello di identificare come Vespoidea gli appartenenti alla superfamiglia Sphecoidea il cui rappresentante più noto è Ammophila sabulosa riconoscibile per l’addome stretto e che termina con una «clava».

Ammophila sabulosa
Ammophila sabulosa
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