La comunicazione

Occhi languidi di Fido
non è soltanto fame

Occhi languidi di Fido <br />non è soltanto fame
Le espressioni facciali del cane spesso indicano il bisogno di un contatto emozionale con l’uomo più che la necessità di avere del cibo

Occhi languidi di Fido
non è soltanto fame

Le espressioni facciali del cane spesso indicano il bisogno di un contatto emozionale con l’uomo più che la necessità di avere del cibo

Anche il padrone dal cuore più «duro» fatica a non intenerirsi quando il suo cane gli si avvicina e lo guarda con la cosiddetta espressione «da cucciolo»: occhio languido, sopracciglia alzate, testa inclinata. Spesso si è portati a pensare che questo comportamento sia legato a una richiesta di cibo da parte di Fido o che sia un modo per manifestare uno stato d’animo malinconico. In realtà non sempre è così. Lo ha dimostrato uno studio dell’Università di Portsmouth (Regno Unito) e pubblicato su Scientific Reports che ha coinvolto 24 cani di varie razze tra 1 e 12 anni di età.

Gli animali sono stati fatti interagire con un ricercatore in quattro differenti situazioni, in cui l’uomo era rivolto o meno verso di loro, con o senza cibo tra le mani. Si è visto che i quattro zampe hanno prodotto il doppio delle espressioni facciali abituali nelle occasioni in cui il ricercatore stava loro di fronte, esibendosi di frequente nel classico sguardo «da cucciolo». La presenza del cibo non ha invece influito sull’atteggiamento del cane. Ciò significa che le espressioni di Fido molte volte non rappresentano un segnale di fame, ma piuttosto un modo per cercare di ottenere l’attenzione del padrone. La necessità di stabilire un contatto emozionale con l’uomo, che va al di là del bisogno di riempirsi la pancia, sarebbe dunque ormai insita nei nostri amici a quattro zampe dopo millenni di vita in comune.

Altri esperimenti scientifici hanno dimostrato che secoli di domesticazione hanno portato i cani ad assumere atteggiamenti propri degli esseri umani. Un esempio? Uno studio condotto in Giappone ha rivelato che i quattro zampe si sono rifiutati di accettare cibo dalle mani di chi era stato sgarbato o sleale con i loro padroni (all’animale erano stati mostrati due sconosciuti che aiutavano o meno il padrone nel compito di aprire una scatola). I cani dunque sarebbero capaci di agire anche al di là del loro interesse diretto (in questo caso, quello di mangiare), caratteristica che differenzia l’uomo dagli altri animali.

I ricercatori dell’Università di Vienna hanno invece messo in luce che i cani possono provare un sentimento come la gelosia. Hanno insegnato ad alcuni animali a tendere la zampa a comando, a prescindere da una ricompensa. Ma quando si sono accorti che altri cani venivano ricompensati per lo stesso gesto, non hanno più allungato l’arto. Un comportamento assimilabile a quello di ripicca assunto spesso dai bambini e in qualche occasione anche dagli adulti. Un ulteriore conferma di come uomo e cane abbiamo molte più cose in comune di quanto si pensi.

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